non Gabriele

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quando scese, non era una colomba, non l’arcangelo,

non Gabriele, come chiamavi il biondino senza sigaretta

che fumava sul muretto del lido e poi via, non l’arpione

con la muta delle parole dei bambini a notte

presi a strascico dagli adulti in bikini, non la culotte

tedesca e l’impertinenza quasi naturale dello straniero in

vacanza, non era ‘il mondo è mio’

preso di petto e di pancia nelle vasche illuminate dei pontili estivi,

delle strade di paese, dove ogni strada è paese, sia metropoli o

paese e gli umani formiche, ma sudati di sudore, scie che vogliono

passare nelle dimenticanze del passeggio, […], ma quando scese non

era […]

Gli avresti dato un nome d’amore, a saperlo.

il mare è lontano

[…] scavano nella terra del giardino, poco distante dalle croci,

figli del guardiano e del sole. il mare è lontano. davvero ignoto

per i figli del sole, prima ancora della profondità. scavano

nella terra crateri profondi quanto basta per una pentola

d’acqua usata da secchio, per mezza vecchia scarpa come barca,

per un micio mezzo annegato; e una coda di madre in controluce,

sotto il lampione acceso dal giorno. il mare è lontano, davvero ignoto,

manco a cercarlo con le lampare negli occhi del gatto mezzo annegato,

dei loculi lunari. i fiori notturni aprono la bocca alle farfalle appena

svestite di seta. […] Il mare è lontano […]

capire: bella

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mettere cuffiette. dimenticare: fare

partire canzone. dopo i

3 medi minuti pensare: girare

 

comunque in fondo a orecchie bella.

 

capire: bella.

 

 

[pensiero a margine, non necessario: qualunque sia il conto

“amo la musica che si prende tutto il tempo”

 

 

il pane col rosso

il pane col rosso, l’olio che ha perso il verde, il bianco dei

denti, il dente molle strofinato con quella cura naturale, ma

miracolosa come ti fa la pizzica in bocca, l’alveare inesausto

di domenica, il fuoco del Sole fatto docile dal mare, la luccicanza

tra le ombre, i tutti fratelli sulla riva o dentro al fosso, l’unica fossa

dove morire è pace col pensiero umano, talvolta annuncio di durata e

di nuovo i tutti fratelli sulla riva o dentro alle fossette, la luccicanza

degli occhi, il Sole in grembo e la Luna in bocca

 

stupendo

raccolgo frasi sui muri

Raccogliere le frasi sui muri. poggiate i menti sui muri. le

mie spalle non sono più

spalle da poggiare i menti. sui

muri. non bisbigliare nell’orecchio e non soffiare, tu, fra

i capelli sfrontati sulla nuca e non chiudere, tu, rassicurato, gli

occhi sulla spalla. faccio un mestiere randagio. raccolgo frasi

sui muri. non sono più le mie spalle

spalle da poggiarci i fronti e gli occhi chiusi. rassicurati. non

sono più spalle da poggiarci i menti e gli occhi aperti, orizzontali. Ma

ho la frangetta sulle spalle. soffi e ridi. sono sempre

le mie spalle. e voi […]