non solo mia, perché mi salvi

nessuna salvezza. nessuna comprensione possibile.

nessuno può comprendermi. nessuno salvarmi.

nessuno può comprendere se la salvezza ha

un percorso, se leva questa paura; “questa”: così

confidenziale, così intima, che le vedo quasi

gli occhi sbarrati nei miei stessi occhi, nello stesso

verso e tutto così nitido, così sereno, anche la guerra

lontana, anche la prossima vicenda di dolore

o di magnifica gioia quotidiana. se piango è debole

la forza del pianto e mi vergogno del bisogno d’aiuto e

lo trattengo nel cappuccio alzato e nel vento che asciuga, ma

non ha il tempo d’asciugare il precipizio che fa l’acqua del corpo

così fuori di me e io dentro, il precipizio, senza fondamenta

[…]

Nessuna comprensione. la banalità quasi lieve dello scritto

personale e l’ammissione senza difesa che pure lo scrivere

non salva. Ho paura, sai? non voglio dirlo, ma ho paura,

sai? E qualche volta, mi ricordo, “anche la quercia morta

ha bisogno d’essere accarezzata”. Ho isolato un verso, l’ho

variato, l’ho rifatto troppo mio, l’ho raccolto in me e

ci vorrà tempo, un tempo suo, perché risemini

una saggezza di vita non esclusiva,

non solo mia, perché mi salvi,

 

presa, senza che possa comprendere

 

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senza fame

[…]

se delle carezze gli umani perdono l’istinto e davanti a un piatto

ci si sta senza fame. Se con la compassione del bene tiri in ballo, a ballare

un amore, poi ridi davvero e non sai s’è l’istinto davanti a un corpo

che balla con quello slancio di devozione che fa la gioia a gratis; ma

non hai il tempo per le risposte che c’è già l’altra carne in attesa e

la persona, con la pancia vuota e l’inquietudine del tempo presto a

fuggire; e manco è detto abbia fame. manco è

detto. ma il piacere non sempre esclude un vizio di

possesso, per quanto non difetti nella forma perfetta dei seni in taglia. […]

Se quello che manca è l’amore per il piatto. E tu potessi capire questa frase e

ridere di cuore, riprendendo le cime del diagramma nella bocca

messa a corto d’ossigeno, sulla curva irruente dei piccoli seni […] liberare

il nutrimento dai corpi accomunati nel pasto senza spreco e consumo

[…]

“Se delle carezze gli umani perdono l’istinto e davanti a un piatto

ci si sta senza fame” […]

tra poco uscirò

tra poco non uscirò finché non avrò scritto qualcosa, perché

ho paura dell’incontinenza che mi porta fuori, di me. puoi

dire ‘è donna’, se non conosci il maschio nel nevischio cieco

degli occhi. i miei. puoi dire è femmina, nel fondo – sempre la mia -, e non padrona

dei sentimenti. così consueto il pensiero, ma non gettato dagli

ormoni. non uscirò, di testa, se il passaggio è largo quanto

una porta, ad altezza umana, che ci passano pure gli altri animali, ma

non gli animali più grandi di statura, col cuore grande, come

il nostro. questo cuore piccolo. questo cuore qui. ch’entra ed

esce, senza permesso, per la natura d’ossigeno che

lo respira. […] Metti gli alberi in casa, fai uscire le braccia per

le finestre del corpo, quelle cieche, ancora, quelle congiunte

al tronco, ad altezza umana, che ci passano pure le altre piante, ma

non gli alberi più larghi nel respiro, questo respiro come […]

Abbracciami vento, se esco, come scrivo, come […] l’incontinenza del

bene.

………………………………………………………….

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[…] che morsero suicidi, più densi di me.

Mi fa paura. […] [Uscirmi dentro; nel cieco degli

organi]

 

 

 

Rotonde (Appunti, 15 ottobre 2017)

..zone proibite dall’umano all’umano che generano miraggi..

[l’hai tradit’ – l’altra foce – l’amat’]

..Asfalti bagnati dal sole..

[le solitudini non riconosce il deserto]

..Rotonde battute [da corse d’amante] a fiori di terra -nel mattino

festivo dei morti- preludio a curve incarnate.. [“Scegli me”]

..l’hai tradit’, l’altra voce riconosce l’asfalto bagnato solo canto..

..l’altra voce: solo canto..

..l’altr’..

 

s’è scoperta la piega dei quarant’anni

[…] correre la spavalderia dei soli nel cieco notturno.

disossare la pelle per l’intimità del tatto. esporre fragili

organi alle cappelle d’un canto rimbombato dal vuoto.

cosa c’è d’ermetico nel corpo? […] s’è scoperta la piega

accanto al pube [la vulva] dei quarant’anni, riflessa e non pensata

prima di vista. E sempre quest’occhio che vuole

la sua parte. tu cosa vuoi lontano dagli occhi? non è

primaria la vista nei colori dei sensi. […] S’è profumato

la bocca d’improbabili nascite. s’è profumata anche lei

 

la bocca. [    ]