con la vena

[…] il vento fa la terra scalza d’intenzioni.

Senza intenzioni la terra scalza è più poetica. Sarebbe

la vena appena sopra al malleolo di quel polpaccio di donna

inseguito con la perizia di un cesello, con la vaghezza del

passo sollevante la terra da un vento. La vela di gonna

appena sopra al malleolo, sollevata al ginocchio, inseguita dal

vento, senza intenzioni, con la persecuzione d’un/una poeta

in vena di […]

[…] con la vena

sopra al malleolo del polso

sollevata da […]

 

con la vena sul fiore

nell’eruzione l’amai

Il mare si è fermato a noi (di Lilasmile e Erospea)

“………………………..

………………………….

il mare si è fermato a noi

il mare si è fermato a noi

– bello..potremmo farne una poesia..

……………………

…………………..”

 

Eccola:

 

Il mare si è fermato a noi

sponde di carne in sensi plurimi,

mescidati alla fonte, acqua

scende sui corpi, nei corpi, dai corpi,

legati di voglie; peripezia desiderare

l’incastro perfetto, sfuggenti alle

forme di rena che resta

essenzialità inarrestabile, [sottili

interstizi di fuga]. Trattiene

arida la sabbia, clessidra di sentimenti, ma

l’incastro perfetto arriva,

bagna la luce, modella il tempo biologico di

vitrea lentezza, leviga immensità a

opalescenze di sale; e noi

specchi d’immenso, e noi,

specchi di mare, e noi,

limpide fonti di luce, siamo,

esistiamo esistenze a goccia

di pube, a schiusa

di labbra, emergenze

dal fondo, più profondo, del

noi.

 

[dal profondo goccia e mare e

tuffo e essenza

 

di essere. Goccio essenza: tu]

 

Lila e Erospea

un bene col collo lungo (Appunti, 4 luglio 2017)

[…]

un bene cane, un bene che abbaia, un bene randagio,

un bene che si domestica, poi non domestica più.

un bene col collo lungo, un bene cane con le giraffe

sull’orizzonte umano, un bene dal collo lungo delle

giraffe di ferro del cantiere mezzo addormentato, laggiù,

mentre infuoca di tramonto l’edificio a cazzo di cane,

preciso a cazzo di cane, fino all’ultimo abbaglio, col collo lungo, […]

come i gabbiani che scopano i terrazzi vestiti d’un bianco polvere e

i filamenti di luce in crossing over, […] a cazzo di cane come le dita

dei due che passano con un bene cane tra le mani, un codino felice a

seguito nel braccialetto di pelo, nei capelli biondi, biondi pure di sole,

nell’accordo delle natiche e dei talloni impomatati di rena, nel metallo

lucente dei lampioni pettinati come alberi, la verdura a precipizio, randagia,

il giallo degli anemoni, gialli pure di sole, un micio addormentato, l’

adagio del sole, la mosca all’opera, nel giallo pure lei, il canto lirico

a cazzo di cane, le pietre fondenti, le fusa […]

Si

…………………………………………………………………………………..

[…] cos’è la felicità?

“È quando mi sento felice”

E quando ti senti felice?

“È un segreto.. non te lo posso dire”

Io sto felice, adesso

“Si?”

“Si.”

 

 

piani di cielo (Appunti, 23 giugno 2017)

[…] l’erba quasi trasparente – voglio chiamare

così – le ciglia illuminate, l’erba quasi trasparente [al vento]

mentre carezza gli occhi, la sempreverde visione, la resistenza al

vento, la pazienza forte e docile dei tronchi, la sempreverde

zona d’ombra di certi muschi sotto la trasparenza delle acque,

l’ispida neraglia delle ciglia sui coralli, la cenere bagnata; e

ancora l’erba quasi trasparente – voglio chiamare così – le ciglia

illuminate, le stesure in campo lungo,

piani di cielo [dopo l’amore

sempreverde]