non fa alba (Appunti)

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Succede. Alle 5,00 spogli occhi, sporgi pelle, indurisci le ossa,

stendi il bianco, non fa alba. Aspettare

forse fino al tramonto dei secoli quest’umana illusione? Siamo

al pomeriggio. Queste parole passate. Succeduti

gli occhi, la pelle, le ossa, impalcati d’umana erezione. Succede.

Un’alba al fondo. Aspettare.

 

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si passa la notte, asciutta.

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Si passa la notte, poi viene il giorno, fa il giorno,

un’illusione di continuità per ciò che non ha soluzione;

e s’asciuga la notte già asciutta. Metti s’asciuga pure

i pianti secchi. In assenza d’altro. Metti

l’ultima lavatrice stesa alla luna e il profilo d’acciaio

scorso di pioggia. La scorsa pioggia. I piani

secchi, comunicanti l’isola

d’un certo orario di notte, che tipo le 2,00,

come sono adesso, non dormi. Tipo che

passa l’ultimo di ritorno, ma sai: c’è ancora un ultimo

da qualche parte. E un ultimo ancora. O l’ultima, chiaro.

Come il chiaro di luna, tanto chiaro da oscurare le stelle.

 

[    ]

 

“capovolgi il bicchiere”

La chiarezza del dubbio

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Si fa la pace con se stessi, mai

 

con gli uomini quando dimenticare

l’evidenza è impossibile, perdonare

non è. “È nel sociale”, ti disse, “far conoscenze,

andare altrove”, quasi a farsi una ragione. Tu

che pensavi e pensi l’Illuminismo abbia

salvato l’uomo. Reso libero e meno illuso

che valga la pena rinunciare. Ma

illuministica, lei dice, pure, ti dice, è

la scoperta manifesta della verità. Tu libero neghi,

solo libero di negare. Nemmeno illusa,

allora, lo ridice già consapevole che

 

il vero non trova, sia qualunque il sentire, accadimento

in certe volontà

umane e in certe nature.

 

“È nel sociale”, le hai ripetuto, allora,

con le sue stesse parole, “è nel sociale”,

ma con un dubbio senza risposte

alla sua vera interrogazione, quasi lei

fosse un interrogatorio e una condanna

per te.

 

“È nel sociale”, ti aveva detto,

poi chiesto senza pretese,

“cambiare corpi, andare altrove?” […]

 

..allora..allora..allora..

 

voci di donne

ma non cantare, mitraglia, non cantare;

finita è l’epoca, di bell’uniforme, ogni

guardiano ha una storia d’amore

sul prato verde dov’ha sepolta la vita”

 

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Sciolse le bende […].

Furono occhi.

La disse: “Amore”.

 

Fra le porte, fra le mura, deserte, voci di donne

come gatte. Mai più proibito

strillare ai cieli. Code

di stelle.

è lunga

“La vita è lunga”.

Come da un angolo all’altro angolo di un sorriso. “Il […]

sorriso è bellissimo Il […] sorriso è bellissimo Il […] sorriso

è bellissimo […] lungo come “La vita è semplice”.

Mi restano queste due.

“La vita è lunga”, “La vita è semplice”. Se basta

a sorridere. Basta. La solitudine

non ha cuore. Non ha involucro. È tutta

battito. Guarda il mare; lo contiene

 

l’esterno, il prossimo,

l’altrove, il profondo

 

[   ]

“La vita è lunga”. Semplice. Cosa capire?

 

 

c’è (Appunti, 18/05/2017)

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nei suoi occhi c’è il tuo battito.

l’ho visto volare nella bimba voltata di schiena a

dire “Guarda, guarda, gli uccelli!”. la bimba non sa volare.

a nuotare s’impara. nella pancia di madre ci si ritrova. Tu

ti ricordi?

[…] nei suoi occhi c’è il tuo battito […]

[…]

ve la faccio io? (appunti, 9/05/2017)

[…]

lui che le tiene la testa sulla pancia vuota

per ore, loro che fanno l’amore

senza consumarlo, lui che non saprei descriverlo

come descrivono i miei occhi, lei giovinetta che

si fa più giovane di quanto è giovane

nel contatto col ragazzo, loro che

hanno coetanea la vita, che sarebbe lo stesso in

un tempo diverso, loro che si raccolgono ed

espandono il luogo, la biologia delle acque

consolidate a battiti di scogliera; io e

questa scrittura semplice, quant’è semplice

la vita, loro altri in gruppo che tentano un selfie, io che

insisto a fargli la foto, loro che sono così belli

col Sole sul profilo; […] poi lui e lei che sempre

li ritrovo: ancora: dov’è semplice la vita e

quella testa sulla pancia, quel viso nella pancia, che

ricordo nel mio primo scatto; mentre il corpo maschio,

giovinetto, lungo l’orizzonte di femmina,

adesso, risale […]