20/2/2018, l’andavo dicendo

lasciami. un pensiero. che accosti le teste. un pensiero che accosti le teste. voglio un pensiero: che accosti le teste. e

l’inutilità. del pensiero.” l’andavo dicendo.

bastano poche parole per fare a voce una poesia. l’andavo dicendo. e

bastano […] a voce […] l’andavo dicendo […] bastano [    ]

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“la mia solitudine è un separé all’aperto, ma io sono avanti; c’è sempre un bel sole, pure di notte.”

[…]

[    ]

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lavare (Appunti, 10/1/2018)

bisogna farlo bene e senza storie. non chiedere al sole. bisogna

lavare la luce. poi metti così. non posso contare su di me quante

stelle. puoi contare su di me. quante stelle. conta bene. conto

e lo perdo. conta ancora. conto e perdo. devi lavare la luce

con l’acqua degli occhi. nel sangue l’ossigeno. l’idrogeno otre.

è appena un taglio. lavare la luce, l’ossigeno, l’at(o)mo, l’otre […]

 

[- tagliare la luce. l’ossigeno. l’attimo.

lavare la […] – ]

[    ]

 

 

 

pure le stelle hanno sete. (Annotazione)

s’impara a volare per scoprire che pure il volo

ha bisogno di muscolo. che la lingua umidisce la spalla

e l’attrito fa più forte la parola: ha bisogno di muscolo

questo fiato di cuore per lasciare il fuso dei petti, scatenare,

uscire. Respirarsi per l’aria è

un altro modo di stringere i corpi

liquefatti in una vertigine che galleggiando

non si sente. se siamo nuvole o pesci

di costante è l’acqua: pure le stelle hanno

sete.

bisognerà perdonarmi

oggi me la sono presa con la scrittura. per una conciliazione con me propria che non vuole arrivare. bisognerà perdonarmi, ma è troppo religioso il perdono. pure per me. Un’azione privata sotto le dita del pubblico. puoi mangiare o darti piacere. mangiare e darsi piacere stanca, messa così. così ho mangiato il giusto; ho dato il piacere nel lungo percorso. ma non ho perdonato la scrittura. prima un lavarsi di rosso, poi di bianco, poi l’esproprio d’acque e l’anatomia del pubblico infilata nel privato, per una conciliazione con me propria che non vuole arrivare. ognuno viene in un modo e nello stesso modo non è detto accada. così venne un passero e feci il collo da cormorano. quello di due giorni fa al mezzogiorno, proteso nel mio nulla. Nulla: per una conciliazione con me propria che non sa arrivare. “La conoscenza è un vizio da smettere”. ti resta il fumo in bocca e la sostanza di cenere. Poi lavarsi di rosso; e di bianco; per donarsi.

ob(b)iettivo

inquadra la luce emergere dagli affondi a carne

datrice di buio. il retrosguardo fa la conta delle ossa

incanalate a pulsazioni organiche. mi rabbrividisce, dorsale,

la perversione originale dello sguardo, retro nulla ostante

pure lui. di fronte il mare espande

vertigini di salvezza. Mi sorprendo soggettile, mi sorprendono […]

D’obiettivo un buco è la nascita. Di nuovo luce […]

lallazioni [    ]

 

 

 

di parole semplici (Nota, 3 luglio 2017)

Aderisce a pelle alla vita

un’astrazione di parole semplici.

dio senza porco, porco senza dio,

stelle con cielo, cielo con stelle,

parete con parete e non parlare

attraverso, che ti potrebbero sentire, donna

senza uomo, uomo senza dio,

mano con pelle, mano senza.

 

Aderisce alla vita un’astrazione di

parole semplici. […] E non parlare [   ]