Levate lacrime, dagli occhi (Appunti, 20 giugno 2017)

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Levatemi le lacrime dagli occhi. sembro una

di quelle madonne artificiali.

levatemi le lacrime dagli occhi. poi

sputateci perle di saliva. levatemi gli occhi. vedrò

crateri di luna dove furono i mari. che sembro una

di quelle femmine rimaste a piangere con gli occhi,

rimaste a piangere tutte le acque dei corpi, tutto

il sangue dei tramonti. Tutte le strisce sui cementi

delle epigrafi ragazzine su “A tre millimetri dalla tua pelle”,

sui “Chiudi gli occhi” e potrai vedermi, potrai toccar[..].

Me, sognare dove si siede il grembo intrecciando: lei, per lei tu

margherite selvatiche alla ruggine della terrazza di pontile

come stelle cadenti, margherite, e desideri da esprimere ex

voto. eravate voi i desideri, figli delle stelle, di terra, io l’ex voto

per una carne mancante che non rimargina, ma laudata sia

l’assenza di santi da credere, da reclamare, per una carne mancante

che non rimargina. Levate il muscolo dal petto, il cuore più

grande e misericordioso di questi seni. Sembro una di quelle

madonne con l’affresco scalfito da tutto il sale astinente dalle onde. Ma le

lacrime, strisciate, levatemi le lacrime

 

strisciate dagli occhi. […] E tu

sputale addosso l’amore, gettato di perle,

benedicile le carni, ex novo

con le frasi già scritte sui muri: su tutti i millimetri della

sua pelle, su tutti i crateri di luna dove rimargini i mari a

cappella: quel canto, quel luogo, a due voci, battute

sui cuori nel pube […]

 

Non esistono peccati d’amore. Ma

lavami le lacrime. Ti prego. Levami gli occhi.

 

[…] [Scorticavano cozze,

ieri, incrostate alla boa.]

 

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10 thoughts on “Levate lacrime, dagli occhi (Appunti, 20 giugno 2017)

  1. perché mi colpì una donna che ho visto più volte piangere in questi tempi, sempre allo stesso posto, e ne vennero questi appunti

    le cozze sono, invece, un’azione di ieri, vista ieri

    aperture su situazioni differenti, ma che connetto per stravaganze ‘poetiche’

    piccole parole. sempre.

    piccola nota, questa, all’annotazione

    Liked by 3 people

  2. Ecco cosa capita al viaggiatore attento all’ascolto: incrociare anime e corpi in posture inattese, quasi come se le facesse sue…e poi, in fondo, le fa sue, altrimenti non le canterebbe… struggente come u n dipinto fiammingo… ed oltre sino alle soglie di un espressionismo carnale e fluente di colori che si fanno forme… così un dolore privato finisce per incarnare il dolore dell’umano tutto. Commosso., molto

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  3. quando sono gli occhi a parlare la realtà assume contorni solidali, inattesi slanci d’iride che si riappropriano di quella visione universale e di appartenenza che rendono questo nostro piccolo mondo un posto meno doloroso dove vivere.

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