Impressione (Appunti, 16/17 giugno 2017)

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Senza parlare. Voce di viola al tramonto.

T’ha sentito nascere un amore, tra le braccia, non

era il suo. L’ha sentito da come cercavi

quella parte di carne che non ha. E

 

t’ha osservato,

sorgevi, t’osservava, intanto, tutto l’amore

non suo. Fra il suo petto. D’onda infranta.

[Quanto dolore] “quanta felicità”.

 

[…] Fra il suo petto. Piccolo piccolo […]

[…] “quanta felicità,

       quanta felicità

 

[    ]

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11 thoughts on “Impressione (Appunti, 16/17 giugno 2017)

  1. Ogni corpo, sia reale o immaginario, di cui si ha cura è amore, sia un batuffolo d’uomo o il calore che ti torna in seno con un ricordo… e le onde ritmano la postura un po’ raccolta e china, al tramonto quando il tuo corpo s’espande oltre il suo perimetro di pelle dicendoti ciò che la pelle stessa ti detta.

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    1. lo spunto iniziale non era felice come situazione.
      lo scritto, diciamo, che è collegato con l’altro “Profumo”
      nacquero uno dopo l’altro. ‘minime’ parole come sempre
      pensavo al fatto che memorizziamo la sensibilità ai corpi, alle singole creature, anche alle cose.
      il fatto più specifico sono due persone che si trovano in situazione amorosa, ma una avverte nell’altra la memoria tattile, diciamo così, d’un altro corpo, diverso dal suo. L’elemento d’attenzione è in questo caso il seno piccolo della donna, mentre avverte la ricerca da parte dell’altro di un seno grande.

      però è accaduto che mentre scrivevo di questo rapporto triste, triste perché, forse privo di una chiarezza tra le due persone, dicevo: è accaduto che mi sono accorta la scrittura prendeva anche altre possibilità. Quel ‘piccolo’ poteva far pensare a una creaturina nuova e a una variazione totale o quasi del senso iniziale della scrittura.
      Cosi ho lasciato l’ambiguità, o la plurità, senza aggiungervi una nota per precisare nulla.

      magari fa da nota questo commento
      (perdono per la punteggiatura sballata, ma sono stanca e vado un po’ a sbarello)

      questo è

      mi piace, lo ripeto, questa possibilità triste, ma anche, d’altro segno, gioiosa, diciamo

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      1. ah ah ah..la storia del seno piccolo davvero è triste… scusa il sorriso fuori luogo… (per me il seno piccolo è un must, una ricchezza)… comunque , forse, colsi un sottotesto…. interessante, no?

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    1. si… viaggiava sul sensibile…

      ti ricopio il commento di risposta a Franz per un orientamento (forse non necessario, ma ci sta) su questi piccoli appunti:

      lo spunto iniziale non era felice come situazione.
      lo scritto, diciamo, che è collegato con l’altro “Profumo”
      nacquero uno dopo l’altro. ‘minime’ parole come sempre
      pensavo al fatto che memorizziamo la sensibilità ai corpi, alle singole creature, anche alle cose.
      il fatto più specifico sono due persone che si trovano in situazione amorosa, ma una avverte nell’altra la memoria tattile, diciamo così, d’un altro corpo, diverso dal suo. L’elemento d’attenzione è in questo caso il seno piccolo della donna, mentre avverte la ricerca da parte dell’altro di un seno grande.
      però è accaduto che mentre scrivevo di questo rapporto triste, triste perché, forse privo di una chiarezza tra le due persone, dicevo: è accaduto che mi sono accorta la scrittura prendeva anche altre possibilità. Quel ‘piccolo’ poteva far pensare a una creaturina nuova e a una variazione totale o quasi del senso iniziale della scrittura.
      Cosi ho lasciato l’ambiguità, o la plurità, senza aggiungervi una nota per precisare nulla.
      magari fa da nota questo commento
      (perdono per la punteggiatura sballata, ma sono stanca e vado un po’ a sbarello)
      questo è
      mi piace, lo ripeto, questa possibilità triste, ma anche, d’altro segno, gioiosa, diciamo

      PASSO CON CALMA A LEGGERTI
      Intanto ti lascio la buona notte e sia sognante..

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      1. grazie per la precisazione Dora. Interessante questa ambivalenza che si è creata da sè per puro caso, mi era sfuggita la chiave triste, ora che me l’hai fatta trovare vado a rileggere con l’originale spunto.
        Dolce la notte e ti ritagli bei sogni

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