si passa la notte, asciutta.

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Si passa la notte, poi viene il giorno, fa il giorno,

un’illusione di continuità per ciò che non ha soluzione;

e s’asciuga la notte già asciutta. Metti s’asciuga pure

i pianti secchi. In assenza d’altro. Metti

l’ultima lavatrice stesa alla luna e il profilo d’acciaio

scorso di pioggia. La scorsa pioggia. I piani

secchi, comunicanti l’isola

d’un certo orario di notte, che tipo le 2,00,

come sono adesso, non dormi. Tipo che

passa l’ultimo di ritorno, ma sai: c’è ancora un ultimo

da qualche parte. E un ultimo ancora. O l’ultima, chiaro.

Come il chiaro di luna, tanto chiaro da oscurare le stelle.

 

[    ]

 

“capovolgi il bicchiere”

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2 thoughts on “si passa la notte, asciutta.

  1. Il notturno è fatto di ronzii di pensieri. Il tempo si sospende, ma scorre, scorre, sia pur rallentato…e tutto è più vivido come in una bizzarra evidenza tridimensionale. Un’eco falsa si sovrappone a voci vere e tu, silente,non hai neanche più il bicchiere da bere…Conosco queste notti, Dora, asciutte, come tu, con la tua acutezza descrittiva, le chiami.

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    1. sentivo, in fondo, il notturno, al di là del falso o del vero. Ma non saprei spiegarmi bene
      “rovescia il bicchiere” è una citazione e non so preciso il senso del poema, ma mi ha sempre affascinato questo “rovescia il bicchiere”

      ora scappo che ho una pizza con dei colleghi

      buona serata

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