a ridosso della terra

Qualche volta vi penso ancora. Forse sento. Vi. Mi

chiedo la steppaglia, se trovaste nella steppaglia, se

cercaste il nascondino negli insetti, o la corazza infinita

delle lumache di terra; se sorrideste la curiosità del bimbo di

madre in carne e ossa a due passi; se immaginaste il padre;

se travaste la steppaglia, se strappaste i fiori, e l’erba di terra, con

la naturalezza cruda della tenerissima età, se tenerissimi

accennaste la prima parola non ancora parola; […]

[…] se il suffragio universale è un diritto umano

come le leggi non rispettate; se il lavoro basta a fare

buono il sangue malato, se la salute è basta che ci sta

la salute, se fa sorridere questo o se sorridere

rifà buono il sangue; se la cittadinanza

appartiene solo alle città di politica; se

di politica è il sociale; se il nome non scritto

all’anagrafe vale un pensiero degno di

considerazione; se qualche volta vi penso ancora, forse

vi ascolto, nell’alleluia delle strade oltre la grazia di dio e

dell’umano; nell’inquietudine degli animali

a ridosso della terra trema; nella solitudine di certe rocce

prima che sole e vento ne condividano le ceneri; se le trovaste

nella steppaglia; se cercaste il nascondiglio delle stelle sul

capezzolo delle cagne; se immaginaste il padre, e qualche cucciolo

trovato ovunque.

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3 thoughts on “a ridosso della terra

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