una natura, commossa d’abbaglio

Il mattino fa le luci a

mezza festa, oggi. Un abbaio

da esplodere, l’acqua fresca

sulla faccia stanca, dalla veglia

delle notti; perché s’aspetta

vivere, vivendo; e il sonno

scalza i sogni dalle vesti artificiali,

inventa

una natura cruda per ogni protezione,

 

un’abitudine a splendere

le piene sulla maschera:

un bagno lieve, poi forte,

una natura per ogni svelamento,

tra gli inquini della Terra, la figura

chiara, semplice, commossa d’abbaglio,

il giro intorno alla Stella […] meraviglia

 

 

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15 thoughts on “una natura, commossa d’abbaglio

    1. sai qual’è la cosa bella, Giorgio? il fatto che in tanta sciaguratezza umana, persistente da secoli, da sempre, direi, questa bellezza e il senso di purezza che ci comunica non smettono, ma ci danno come speranze, voglia di non fermarci solo in ciò che non vorremmo
      abbiamo tanto da imparare da questo, da questa bellezza, ma sembra che l’uomo dimentichi, e questa è l’assurdità più assurda da capire. Che poi tanto assurda non è per tutta la volontà che l’umano stesso ci mette nell’agire

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      1. L’uomo è troppo pieno di se… se riflettessimo che siamo un granello infinitesimale nell’universo e che per quanto grandi le nostre opere mai potranno uguagliare un alba o un tramonto, abbasseremmo un po’ la cresta.. ma ad un uomo (con rispetto parlando) che prende un camion e si mette a schiacciare persone a caso per la gloria del suo dio, che importa delle meraviglie che abbiamo intorno? Forse dovremmo tracciare un nuovo discrimine tra umano e non umano… non basta essere homo sapiens per essere umani… ciao Dora scusa l’invasione

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    2. mi sono persa i tuoi articoli… ho visto adesso che hai editato… e io che mi chiedevo “ma..Giorgio?”
      passo in giornata, se mi mollano almeno il sabato a lavoro 😀

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  1. A volte accade…sono totalmente d’accordo con Giomag59…. ah come hai descritto il conflitto sonno/sogno… una frizione di dura assenza rinfrancata dalla sensibilità al mondo e ai suoi bagliori d’esistenza.

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  2. La meraviglia, gli abbagli mi riportano a Montale. Ovviamente Non c’è solo Montale ma tanto altro, in particolare sono rimasto colpito dall’abbaio da esplodere. Sento il momento del risveglio con i sogni ancora in mente e che cerco di rammentare perdendone alcune parti, in quegli attimi, prima dell’acqua fredda sul volto, mi trovo in uno stato intermedio in cui per una frazione sento il senso del mistero.

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    1. l’abbaio mi fu ispirato da il cagnolino di conoscenti, ma pensai anche al rapporto tra una voce che si diffonde in un certo modo nell’aria e poi la luce, l’abbaglio… connessioni…

      si… comprendo: quell’attonito lucido del risveglio

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