acqua

[…] tutta questa acqua; il mare oggi che non ho trovato, ritrovato, inventato,

per il perbenismo d’un troppo presto rientro [ne avrò domani?]; i fiumi

dove non bagnai i piedi, per la timidezza della libertà,

per la vergogna della natura, e feci versi senza piedi

con i piedi bagnati, dove i piedi

bagnai, per natura, naturalmente. Il mare, i fiumi,

i sudori che non cantai, protetti come si deve protezione

a certe esistenze. Di nuovo la vergogna

della libertà, no, della natura

tra certe esistenze, chiare. Il mare, i fiumi, i sudori,

l’acqua in bocca a getto continuo

che metabolizza il fiato, l’acqua respirata, un gorgo, a volte, di freddezza

alla gola, uno sputo di sale sulla scogliera assetata, […]

Tutta questa acqua […]

che viene da piangere

con l’acqua del corpo

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3 thoughts on “acqua

    1. non mi chiedo delle acque (siano fiumi, o mari, o altro) se sia andare o tornare

      forse è così, fuori direzione, che comprendo le acque, le circolazioni, del mio stesso corpo

      la vita va di spruzzi nelle genesi, o libera bestemmie in certi sputi, o fa il canto sparpagliato dei vivi sulla crosta terrestre, e quanta acqua nel cosmo?

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