Tagli (107). a pelo

[…] le giraffe

di metallo, immobili. Ti chiedi se abbia vita

il cantiere. L’acciaio del sole tagliato sulla

guancia traversa, tirata a bavero di luce. semidiurna.

Ti chiedi se abbia ruggini

protettive la pelle: una sottoveste ossigenata a vento

del colore arancio secco, quelle arance secche, non colte. Eppure

piantate, un giorno. Eppure c’è la fame. Ma non è il posto

da mangiare, da mangiarci, questo. Non sempre le radici fanno necessario

uno spicchio di terra. S’appassisce a volte

la floridezza dolcemente. [    ] Le ovaie sempre più pulite

cedono le porpore al non ritorno. […]

Le giraffe di metallo restano immobili.

Struscia il mare capriole e sbadigli di

cuccioli, ma i pesci vivi ignorano metafore. Girini corrono

 

a pelo.  […]

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18 thoughts on “Tagli (107). a pelo

  1. Tra archeologia industriale e natura invincibile, in un movimento che coinvolge nell’essenzialità dell’esistenza: c’è ancora vita su questa terra in cui si mescolano animali e macchinari, all’apparenza non più in funzione?…
    Bellissima
    Un caro saluto ed un fiore

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    1. “archeologia industriale e natura invincibile”… quanta natura c’è anche nei macchinari? ecco… l’hai detto… belle questioni, si si

      buona serata, Silviatico
      e un fiore che sia tra i prati resistenza di vitalità

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  2. Che meraviglia che hai scritto stasera, Dora…I segni del tempo…tutti i segni del tempo…battuti in breccia dai piccoli brividi vitali che il mare coccola e serba nelle sue acque…e l’acciaio solare si fa specchio d’anima…ripeto: bellissima!

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  3. Bellissima
    Pone mille interrogativi e mille riflessioni.
    Il mare abbraccia in sé i segni del tempo
    E poi i versi di chiusa straordinari
    “Struscia il mare capriole e sbadigli di
    cuccioli, ma i pesci vivi ignorano metafore. Girini corrono
     
    a pelo.  […]” ❤

    Dora cara… mi emozioni
    :*
    gb

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      1. è che tutto ci scorre addosso e oltre
        quello che scriviamo non ha confini nel momento in cui trova un’apertura in più ancora nel lettore

        :*
        bacini, Dora
        gelsucciab

        lo sguardo della stellina ti sorride

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  4. Immagino una donna camminare pensosa in questo cantiere abbandonato, un tempo brulicante di vita, urla bestemmie risate; e riflettere sul tempo che scivola via, forse poteva essere diverso o forse no. Ma che vale voltarsi indietro? C’è il mare, lì davanti, a dare sollievo.

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  5. Impressionante, un cantiere abbandonato sul mare, me lo immagino sublime per la vita che continua nonostante tutto, il mare che prosegue e i pesci che nuotano con le gru immobili. Un’immagine che stupisce (me), Bellezza (lo so il brutto che avanza e abbandona) ma bellezza della descrizione del sapersi meravigliare o preoccupare o… Bellissima

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