il fischiare del caffè

[…]; sono formiche

nel freddo di certe notte [quali notti?] sulle

punte dei seni; sono boccucce di bambini calde in

voragine, risucchi di rose che mai crescono

oltre la cresta di bocciolo, la perfezione dell’apparente

piccolo; sono gocce calde di nettare vivo dagli aghifogli

degli uomini, la condensa stanziale dei vetri, le migrazioni appannate

degli uccelli, poi un’apertura di porta, la tragedia chiusa fuori, un bel sole,

aperto, sui risvegli di volto, i visi nudi, come da sempre,

nel biancore dissolto in tagli di carne stesa, spalmata, d’un manto placido;

la tragedia ancora fuori, forse un dramma sciolto tra

binari di capelli, il fischiare del caffè, le formiche e le narici, […]

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14 thoughts on “il fischiare del caffè

  1. E’ bello bello questo tuo Canto con immagini che mi sono entrate nel sangue per fluire delicate e forti.
    Dora brava, sì.
    “risucchi di rose che mai crescono
    oltre la cresta di bocciolo, la perfezione dell’apparente
    piccolo;” ❤
    E i versi di chiusa… che fanno cogliere il "risveglio" che odora di caffè e che ha il suono del suo fischiare…

    :*
    gelsucciab

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  2. Sono sensazioni piacevoli. Il fischio e poi il profumo del caffè che ti aspetta (o che prepari) al mattino, il cinguettare degli uccellini, gli stomi che volteggiano e il sole che illumina e scalda. Sono rimasto colpito dalla tragedia chiusa fuori. Mi ricorda l’ansia (la mia ansia) al mattino, al risveglio, quando vorrei chiudere il mondo fuori e rimanere dentro per immaginarlo aspettando un’altra notte. Un pezzo di grande poesia.

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    1. forse la bellezza e il benessere che ci donano le più semplici cose ha il potere di spiazzare la tragedia di cui l’uomo stesso è artefice, anche quando invoca il destino come capro espiatorio? non so. mi ci fai pensare..

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      1. Penso sia così. Poi ognuno metabolizza diversamente. Non so se sia nel DNA. Forse no ma se in alcuni rimanesse memoria dello stress? Solo supposizioni. Non capisco, ma mi chiedo… la debolezza è come il colore degli occhi? E’ come una dipendenza. Come superarla? (scusami per queste riflessioni inconcludenti). Buona notte carissima Dora.

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      2. “forse la bellezza e il benessere che ci donano le più semplici cose ha il potere di spiazzare la tragedia di cui l’uomo stesso è artefice, anche quando invoca il destino come capro espiatorio?”
        non lo so neppure io.
        gb

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