e la presa è coscienza

Si fa un patto nelle mani; poi si scioglie e

la presa è coscienza. Si fa un patto

distante; poi si prende fiato ed è

vera l’alterità, non trascritta. Si frange un patto,

un giorno, nelle pance. Chi prima arriva

schizza una goccia di perla, ma la grafia è molle, di sostanza,

si lega in codice, fuori convenzione, fuori convenienza, a volte, e

si fa un patto che natura. È la natura d’ogni legge, d’ogni

scrittura; dovrebbe.

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11 thoughts on “e la presa è coscienza

  1. nella collisione tra corpi e sensi e sentimenti nessun patto regge…ciò che regge è solo l’istinto carnale d’attrazione che vive fuori convenzione, fuori convenienza, al di la del tempo e dello spazio in un dannato o (se si fosse voluto) un benedetto per sempre…il resto è silenzio di fuga, può essere rotto solo dalle urla mute dietro un vetro…opaco per il troppo fiato speso.

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    1. parlavo di scrittura.
      il resto è voce che non comunica: la mia.
      me ne rendo conto.
      non si può spiegare tutto. questo capisco.
      non si spiega la morte, forse manco la vita. il confine tantomeno. si rinasce scrittura. almeno quella. quasi fosse il canto una speranza per altri da sé.

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      1. “non si spiega la morte, forse manco la vita. il confine tantomeno. si rinasce scrittura. almeno quella. quasi fosse il canto una speranza per altri da sé.”

        gb

        Liked by 1 persona

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