forse un tepore. da cedere

[ore undici] la città s’è stretta

intorno alle gambe. Farsi città

è un abitato complesso; organizzarsi

l’involucro [di pelle], la casa, le circostanze. Il

dimorarsi. Farsi

carcassa di risonanze affettive è

nido, è cavo, è tana, è vuoto d’aria, cratere, […].

Dove sono i cuccioli? Da nascere. A crescerli c’è

tempo, scandito dalla città stessa. Se

vuoi. L’appartenenza è libera. Non obbligare

i situati di sangue. Proteggere

fa l’istinto buono; e la cultura

di confine, la cultura del cerchio; un preludio

[o una coda] all’amore consapevole, alla

città stretta intorno alle gambe.

Memora, membra [verbo], un fascio di

grani sospeso nei campi. Il pane

è necessario, anche al deserto. Il deserto al

pane. La macina negli occhi

dell’esistere in grani,

scoppianti, in scintillii solari. Poi

fa la notte. Il morbido e il freddo. Forse un

tepore. Da cedere.

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29 thoughts on “forse un tepore. da cedere

  1. Canti, ormai matura e piena, l’appartenenza/dis-appartenenza- del corpo a ciò che ti circonda…e la città è tepore e ricordo , ma è pure andare fra il morbido e il freddo…Poi un piccolo tepore ti sorprende e ti lasci andare…molto bello, Dora

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    1. non mi riferivo a una città in particolare, ma riflettevo su una dimensione “città” tra le esistenze, tra i legami
      è, forse, anche la mia concezione proprio delle interrelazioni
      non so
      grazie
      buon martedì, Franz

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  2. Abitarmi, abitarsi. Non so. In questo momento sono molto depresso e questa tua poesia mi solleva un po’. Legami con altri. Raccontare anche qualcosa che sfugge. Come per afferrarsi a un dono. Ma ciò che non riesco a sopportare è la perdita. Qualcosa di caro che d’improvviso svanisce.
    “Farsi carcassa di risonanze affettive è nido, è cavo, è tana, è vuoto d’aria, cratere” . Mi sento in un cratere o sopravvivo in una tana. Sento molto questo tuo verso. Un caro saluto

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    1. ti lascio un silenzio

      “afferrarsi a un dono”: forse questo. E il dono primo è la vita che siamo o non riusciremmo a concepire null’altro: né l’esistenza, forse, né le gioie, né lo sconforto, o il sentimento di perdita

      buon sabato, LuxOr
      un caro saluto anche a te

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