un amore angelico (Appunti)

[…] Gli angeli avranno un nome

nella terra degli uomini; i dannati un tunnel e

una luce forte, poi

un cavo d’albero, un miele di favi,

una luce dolce, un perdono bianco,

una genesi, senza giudizio, un dentino

di latte, la beatitudine delle stelle, [… ]

[…]

 

Gli angeli hanno un nome […] i dannati

un amore angelico da

chiamare

 

con la voce di dio

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12 thoughts on “un amore angelico (Appunti)

    1. si, Giorgio
      chissà se, poi, sono dannati o solo i nati d’amore, sia pure amore di dannati, quali siamo. E quanto pane avremo per questi denti? quanti denti per questo pane? dividi una mollica coi piccioni, quando li vedi, o col pescetto di passaggio nelle acque più sporche, o… Ah… finisce che scrivo ancora… No, silenzio… il silenzio nutre la parola quando conosciamo la forza della parola. Non lo so…

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    1. mi hanno girato oggi una vignetta con Mafalda. La frase suonava tipo: “che ci vado a fare in paradiso se non c’è nessuno che conosco”.
      Io a volte scrivo a partire da qualunque cosa m’accada.
      ho abbandonato la vignetta, ma mi sono ritrovata in pensieri miei di questi ultimi tempi e niente…
      non aggiungo altro, ma… non sono una di speranza, ma penso la speranza viene dal fare quotidiano e quello non ce lo dobbiamo mai precludere come possibilità
      buona notte, Ali
      scusami se trovi qualche errore, ma sono ancora con un pc di salvataggio e non va liscio sempre

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  1. La misericordia degli uomini è più alta di quella divina, perché più difficile…non credo che la nostra vita abbia un esito premiale alla fine…mi piace che il dannato chiami l’angelo per nome, magari perché solo lui conosce il nome degli angeli.

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    1. io non penso nemmeno a un esito, ma a un continuo che non possiamo comprendere
      tant’è che mi affascina l’idea d’ogni apocalisse, ma non mi interesso di paradisi, purgatori e inferni secondo una qualche professione di fede. Cedo al fascino delle creature che forse è la nostra immaginazione a partorire, questo si. Il nome è qualcosa su cui torno spesso, il dare nome
      pensavo a un’angelicità in noi e una dannazione in noi come compresenti
      in questo senso cogli anche il titolo che ho messo a chiave
      ecco allora che angeli e dannati inventano i nomi o li riconoscono
      quante nascite avremo? quante morti?
      buona giornata, Franz

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  2. Mi piace questo connubio tra angeli e dannati mentre le beate stelle stanno serene nel cielo, forse ci stanno guardando perché sono solamente lì, davanti a noi? Forse perché è il senso stesso del Cosmo che ha bisogno di un nostro sguardo? Poesia fantastica

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  3. Penso di sì, in effetti la Bellezza in sé, la Meraviglia, il Sublime, ecc. (della natura dell’intero universo) avrebbe senso senza una coscienza (dannata o angelica che sia o entrambe) capace di comprendere, valutare, sognare, amare o almeno senza provare alcuna emozione angelica o dannata che sia (meglio forse dire “umana”)? Sono quesiti sicuramente banali i miei, gli stessi che mi sono posto quando entrai nell’adolescenza e ancora oggi non so dare risposte.

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