il fiume

È tutto un fiume […] le caviglie […] le caviglie […] Mi

scavo intorno una fossa, mi sono denudat[ ], viv[ ], crud[ ],

d’ogni squama, di squame […] scavo intorno una fossa, mi sono

scavat[ ] perché la terra viscida m’abbracci

d’aria, mi sono scorticat[ ] della bellezza

grezza d’ogni scheggia arsa del mio sole interiore; e

l’ho gittata, di colore tramonto, oltre il confine annodato

dove solo vuoto accoglie, solo il vuoto mi scava, intorno, e

si dimentica le viscere troppo umane, i becchi d’uccelli,

gli incisi delle ossa spigolate sulle carni, il corso ramificato,

germogliato

di vene […] Colpite[mi] – batto a sommosse –

con le rocce più dure – sento a colpi inermi –

il bollire del sangue, la timidezza fragile dei capillari,

dispersi, la dispersione senza forma, che a tutto s’adatta e

a nulla […]

Mi bacio i polsi: il calore della  vita che scorre, nonostante.

È il fiume.

Non progresso, non regressione, al grembo […] È

il fiume. [Io sono calda di vita propria]

 

[Mi bemolle]

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6 thoughts on “il fiume

    1. quando immergo le caviglie in quell’acqua fredda che scorre non so spiegare cosa accada, dipende dal punto della corrente; gli equilibri si fanno diversi a seconda di quel punto e così i flussi di percezione
      so soltanto che la sensazione più immediata è un cambiamento nel sangue, sia senso dello stare in vita, sia senso d’adattamento alla sofferenza, come dici

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        1. devo leggere Bergson, direi
          solo qualche brano antologico credo di aver guardato, ma in questo periodo mi riesce davvero poco di far letture
          Buona notte, Franz
          cerco di riposare, anche perché sono stanca di lottare col pc che si blocca

          Liked by 1 persona

  1. Ho trascorso infanzia e adolescenza lungo il fiume, giocando con l’acque e la corrente, rischiando talvolta e “assaporando” l’odore acre dell’alga appassita, correndo sugli argini e in estate sul greto. Sento nel leggere questo vuoto che mi soffoca che mi disturba nel pensiero di quei giorni che vedo lontani e fuggenti e il fiume, pur essendo sempre lì (l’Arno) è come scomparso.

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