L’incontinenza del Bene (Appunti)

[…] fammi un partito, prendi parte, che ti ricordi?

un mucchio di rosso, sono petali o sangue? se sia

mestruo, il mensile, alla fine del mese, a volte di mezzo,

o il freddo del sangue, il preso freddo, e si spaccano le mani,

e si spaccano i culi, sulla terra di grano, son di cemento,

grani e granuli di cemento armato, sono sangue, sono le

svolte e vedi la strada, magari a lato, vicino all’archivio,

benedetta democrazia, vedi la folla, prendi parte, prendi

parte, segna, che ti ricordi? scandalizzami i miracoli:

tutta la folla, ti pare, sui corsi? Ho corso avanti al corteo,

viva la lotta fuori la lotta, viva la lotta, impopolare, quanti

anni mi dai per votare la mia parte, quanti anni mi dai?

nacqui domani, non lo segnare.

vuoi capire cosa scrivo, sono certa, prendi parte, prendi

parte! quanti partiti mi dai? sana legge in mente sana,

sana legge, svendita in corso, nazionale. Sigarette, prego,

e rollami il giglio, finché è puro, il desiderio morboso,

contagioso, di pane. A filari si piscia in pagamento

su certi muri. Manifestami a gratis l’incontinenza del bene.

Milite ignoto sono astemia alla guerra: non bavarmi

la ciotola capovolta, la pupilla di sangue

inespresso nell’occhio, mentre ciclica il sole.

Che colpa mi dai, originale?

E’ un graffiato politico, se non s’è capito, sotto

l’ombra d’un mulo. Volevo scrivere ‘muro’, ma

mi cadde il senso del frammento e del pianto. Cammino

in bilico sul dorso del mulo, gli passo umore sotto le gambe

a capanna, e lui non scalcia, dammi la zampa, fratello, e lui

non scalcia perché l’ha detto l’uomo che il mulo scalcia

sempre e comunque, e noi non siamo quello che l’uomo

dice. Fammi un partito, prendi parte, che ti ricordi?

Le tette della madre messe in fila per il pasto, l’incontinenza

del bene, il brodo per il muso dei miei anni più antichi,

l’incarnato di brace nell’ossuto freddo degli scoperchi,

la […] là, là! l’incontinenza del bene […]

 

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14 thoughts on “L’incontinenza del Bene (Appunti)

  1. fratello (o sorella, andava pure bene) è come un mio richiamo necessario a interlocutori, a lettori, e non so se l’ho mai esplicitato un po’ il senso, ma un giorno lo farò. Forse.

    appunti venuti da ricordi

    c’è chi passa in rassegna i giorni d’un anno quando facciamo il passaggio convenzionale, simbolico, astrale o come vi pare.
    io mi son messa così che… non mi frega di tirar le somme o andar saltando sui giorni del 2016
    mi son messa così ad andar getto un po’ ovunque passai di vivere e mi vien vivere passando
    nei miei antichi anni

    ecco

    tutto qui

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      1. “mi son messa così ad andar getto un po’ ovunque passai di vivere e mi vien vivere passando
        nei miei antichi anni
        ecco
        tutto qui”
        Un tutto qui immenso, Dora cara.

        “E’ un graffiato politico, se non s’è capito, sotto
        l’ombra d’un mulo. Volevo scrivere ‘muro’, ma
        mi cadde il senso del frammento e del pianto. Cammino
        in bilico sul dorso del mulo, gli passo umore sotto le gambe
        a capanna, e lui non scalcia,….” ❤

        Noi muli andiamo avanti nei nostri giorni…

        Grande "minima" Dora…
        I miei cari cari cari auguri con affetto e stima e condivisione
        gelsucciabianca
        Ti auguro ciò che tu desideri nel tempo che verrà…

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        1. E tante danze auguro a te, creatura così sensibile.
          Con affetto
          :*
          gelsucciabianca

          E la stellina-lucciola questa notte ha più luce ancora e scrive sulla tua pelle i miei auguri più vivi per te.

          Spero tu possa leggere anche le mail.

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          1. ho ancora problemi col pc. Forse risolvo a metà settimana.
            Ti lascio qui il mio segno sulla pelle: ti segno un bacino sulla fronte con tenerezza, gelsuccia, come augurio di un anno d’affetti per te

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  2. L’incontinenza del pathos di vita che esercita la passione nel rosso ricordo infranto e deluso…e tutte le cromature e le visioni vanno in parata nel tuo fantasmagorico scritto…siamo tutto e siamo niente, ma, a dorso di un mulo, cocciuti come un mulo, andiamo avanti…

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    1. Eventi, cose viste, sentite, toccate, nei miei anni, o per i miei anni

      Il titolo ha nel mio intento un’accezione positiva, diciamo così

      Lo scritto non è personale nonostante ci vada sull’esperienza mia o non saprei spesso come dire, come scrivere

      Ancora il mio augurio perché davvero tu possa vivere un buon tempo come desideri

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  3. Attraverso nei tuoi versi questa incontinenza che fluisce in ogni dove, che lascia senza fiato. Mi ricorda una famosa poesia di Montale sul male di vivere anche se forse la tematica non coincide, ma è notevole che i tuoi versi riconducano nella mia mente all’elenco dei vari momenti montaliani del male di vivere (il rivo strozzato, la foglia incartocciata, il cavallo stramazzato, la statua nella sonnolenza del meriggio)

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