e versa il vino chiaro

[…] non la vedete la faccia sporca, il costato sporco, non lo vedete

il colore delle lacrime, non lo vedete la pelle, non lo vedete il

viola, l’epidermide sporca del sangue vestito, non la vedete la stratificazione

illusoria dell’esserci? Se mi scortichi non ti svelo

segreti, se mi scortichi cambio il colore più caldo delle lacrime, se mi

scortichi scopri l’utilità del legno a fare albero, l’inutile del mio osso se

non pensi a un monile, da regalare a chi mi odia, per tutto il vanto dell’

amore, e lo chiamano amore, e se mi scortichi abbi cura del cuore, dei

ricami d’un sangue, reciso, dove sgorga la lacrima di fuoco crudo, senza

sudore. Ho perso nel rosso, purissimo, il colore della pelle, la pelle ha

perso la trasparenza delle lacrime come apparenze d’anima. Io sono

il tutto liberato nel carnato della figura, svisata, fuori sante ragioni, […]

e versa il vino chiaro del midollo spumeggiante, […] Ho da festeggiare, non

mi difendo da tradimenti commensali […] leccami il sacro trapassando

dalle viscere più fonde divaricate agli uomini,

di volontà […]

 

 

Annunci

17 thoughts on “e versa il vino chiaro

      1. Sei tu che mi scateni e mi scioglie le briglie, credimi…
        Son di getto e tra breve ti faccio dono dell’ultimo montaggio su una mia creatura ( l’editor di You tube devo cambiarlo però: ormai è inadatto e si impalla di continuo)

        Liked by 1 persona

  1. sotto la pelle il rituale da ultima cena…la nudità scarnificata che mostra il cuore pulsante…mi hai ricordato lo stupendo e duro frammento de “La vita Nova” di Dante…il cuore pulsante esposto… Non faccio paragoni ma l’immagine che mi sovviene è quella. Molto bella, Dora

    Mi piace

    1. penso alla differenza o meno tra un albero e un corpo animale. Penso all’osso sacro come osso sacro, senza metafore, o allegorie, e figure. La buonanima di Dante… eh eh… non ci pensavo, ma…
      grazie della tua visione

      io sono sempre terra terra e credo sia la mia bellissima dannazione ‘poetica’. Detto ‘poetica’ con gran cautela, più nel senso dell’atto proprio poetico. Ma è un discorso complesso. Io sono tanto semplice

      Liked by 1 persona

  2. Bellezza, Dora, in questo tuo Canto, sì. Bellezza, sì.
    Una forza incredibile.
    Un grande pathos.
    “e se mi scortichi abbi cura del cuore, dei
    ricami d’un sangue, reciso, dove sgorga la lacrima di fuoco crudo, senza
    sudore. ”
    “Ho da festeggiare,
    mi difendo da tradimenti commensali […] leccami il sacro trapassando
    dalle viscere più fonde divaricate agli uomini,
    di volontà […]” ❤

    Una ultima cena in cui non ci si difende da chi ci tradisce, ma si festeggia, ci si offre "agli uomini di volontà" nella nudità senza più carne, ma con il cuore da cui "sgorga la lacrima di fuoco crudo"

    Voglio rileggere questo tuo canto con meno stanchezza per cogliere di più, ma sono rimasta "folgorata" davvero.

    Dora mia cara…

    gelsucciabianca

    Liked by 1 persona

      1. Eh sì, folgorata
        🙂

        Ho sentito molto questo tuo canto.
        “leccami il sacro trapassando/ dalle viscere più fonde”

        Come non essere folgorati da tale “corrente vitale”?
        gelsuccia bianca

        Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...