accanto all’organo di passaggio (Appunti)

[…] comincio questo giorno come il ciclo del sole già calato, il neo

s’espone, accanto all’organo di passaggio delle scritture bianche:

è ricettacolo di tutto calore ch’escresce, come una testa di fiammifero

sensibile allo struscio, prima dell’occhio stimolatore di curiose mani.

non mi toccate, di proposito. non le mani. Non la lingua. Sulla stella

nera che non ritrae al riflesso: il neo: come s’espone accanto all’

organo di passaggio. L’organo pulsa di bianco.  Tocco o non tocco. Intimità è

sentire il neo. Scrivere il bianco, forse. Non necessario. Intimità

sarebbe

sentire il neo, nel bacio dei sessi.

Curiose mani, al riflesso, stamattina, non

mi toccaste

nel proposito come mani, calati gli occhi […] come sarebbe

sentire il bacio dei sessi?

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40 thoughts on “accanto all’organo di passaggio (Appunti)

  1. Un neo sulla soglia del passaggio…escrescenza indelebile, un fiore accanto al fiore: stella/simbolo di un marchio di vita che dalla nascita per tutto il viaggio ti è compagno…osservarsi e teneramente avvertire le piste del nostro corpo e dell’espansione di sensi che ci permette che ci consente di desiderare…Mi piace il linguaggio poetico “adulto” che accompagna lo sguardo bambino nell’esplorazione… 🙂

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    1. a volte si trascurano particolari di noi stessi che, in realtà, non sono altro dall’integralità. Più che osservarsi, diventa anche un sentirsi, e questo è per me interessante. Interessante diventa anche scrivere in questo senso.

      Ho una cosa da terminare. Se posso passo dopo che non ho ancora letto articoli

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          1. serena è la notte del giusto che ha smesso di farsi domande…inquieta è la notte di chi non s’appaga dello scorrere del tempo senza scatti o bagliori…forse è per questo che non amo l’aggettivo “sereno”…non mi si addice… non lo ricordo applicabile a me fin dalla mia nascita…buon riposo Dora… io traccio un altro po’ di strada nella mia inquietudine… 😉

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            1. “inquieta è la notte di chi non s’appaga dello scorrere del tempo senza scatti o bagliori”
              inquieta è, sì.
              il mio sorriso è un augurio silenzioso per te e il tuo andare…
              gelsè

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            2. per me la serenità è uno stato basilare senza il quale manco la pace mi è dato di sentire.
              bene. scusami se sono poco originale. Volevo solo augurarti una buona notte.
              ma io sono una molto solitaria. In questo senso spesso non trovo la formula magica giusta per comunicare agli altri.
              Notte, allora.

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              1. Dora cara, scusami se mi intrometto (non è un intromettermi il mio!), ma tu hai una tua formula “magica” davvero per comunicare…

                La serenità è importantissima, ma… non è facile. Eppure a volte la senti sembra invece così facile da avere.
                Discorso troppo lungo ora.

                Un abbraccio, mia cara
                gelsuccia

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                1. a volte penso tu abbia qualche dote magica nel leggere, cogliere, parole … magari un giorno ti spiegherò… o mi spiegherai…
                  Notte di pace, mia cara Gelsuccia
                  a ritrovarci…
                  bacini

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                  1. Un giorno ci diremo (mi spiegherai, mi spiegherò) 🙂
                    Non credo però di avere alcuna dote magica nel leggere, nel cogliere, solo tanto “interesse” vero, tanto “amore” (ho usato una parola che non uso quasi mai)…
                    Notte di pace, mia cara Dora cara
                    A ritrovarci, sì
                    Bacini
                    gelsuccia

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                    1. Sarà che “ingoio” le parole che leggo… 😉

                      Dora cara, notte con la lievità che i passi di danza che dovrebbero essere “lievi” (dopo così tante prove “pesanti”)
                      🙂
                      gelsuccia :*

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              2. Buona notte a te…che ti dia tepore e quiete…nessuna reprimenda…sarebbe sgradevole in risposta ad un atto gentile, ad un augurio sincero…semplicemente non amo l’aggettivo in questione…non so perché, ma mi irrita…non è colpa tua…non so mi comunica più che una vicinanza, un distacco…ma è un problema mia, tranquilla.

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                    1. non ho dato peso
                      ti ho semplicemente risposto a una tua precisazione terminologica
                      ognuno di noi si esprime in modo diverso e non deve per forza piacere
                      tutto lieve, Franz
                      nessuna questione, assolutamente.

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            3. “giusto” non è un termine che appartiene a me, comunque.
              ben hai fatto ad usarlo per la tua giustezza
              io sono una mezza criminale che ha assassinato molte vite, sai? forse è così, ma non me ne sono accorta, per la troppa luce… Scherzo.
              Notte sinceramente notte per te

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  2. Quel neo viene colto da te… parte di te stessa
    Tu senti te, tutta te.
    Con tenerezza adulta e bambina scivoli sul tuo corpo…
    E’ bello leggerti e cogliere in me quello che mi fai giungere.
    “Intimità
    sarebbe
    sentire il neo, nel bacio dei sessi.” ❤

    Ho apprezzato molto anche quel "Scrivere il bianco, forse."

    Dora cara, mi è piaciuto tanto il tuo Canto.

    Buone ore, cara.
    Ho letto che ha da terminare qualcosa.

    :*
    gelsucciabianca

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  3. sì, fa molto corpo “scrivere il bianco”.
    le tue immagini poetiche, Dora, sono così colme.

    notte “danzante” perché la luce della stellina danza su di te

    :*
    gelsucciabianca (e qui “bianca” ci sta benissimo)

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    1. …e, anche, scritture bianche che non controlliamo del tutto con la volontà
      dell’atto (siano le dita a scrivere o altro)

      forse scritture che hanno qualcosa di organico

      … scritture bianche di quelle che hanno potenzialmente la possibilità di genesi […]

      “scrivere il bianco” è qualcosa di affascinante

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