Notturno a giorno (Appunti)

[…] decantato l’amore fra la coperta di carne sul piccolo

pene, natura non conosce, amore piccolo, amore grande, tutto

il duro della notte ospitale e la desertica pelle d’abitanti

escrescenti la crosta intima, il bruno pane raffermo, a petto

d’uccello, nell’acquolina condensata del fiato muto. Non

abiurare la notte dove solchi incarnati costeggiano

a rivi di guado venature d’ossigeno ineccepibile

sull’uniforme indomita della carne viva. Granuli a

fondo, convoglio prensile, fiammano essenza […]

 

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30 thoughts on “Notturno a giorno (Appunti)

    1. “mia”, non solo mia, o non avrebbe per me senso scrivere
      “fiammano essenza” ha qualcosa di fisiologico, di tattile, di passaggio, ma anche di ‘sacro’ del corpo? non lo so
      ci sto pensando adesso, mentre sottolinei le due parole

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          1. Alludevo all corpo sacro…santo iddio! Lasciamo che i termini restino nel loro magnifico significato mitico… La figura della vestale è a ridosso della danzatrice sacra cara al dio…e l’aggettivo “fiammante” non può non richiamarla…

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            1. mi affido a me stessa, da sempre, e senza fede. La solitudine è anche questo. E non vuol dire essere soli, ma autonomi pur senza dimenticare l’impatto, l’incidenza, l’amore, l’odio, ogni manifestazione, esigenza, d’altri da noi

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                    1. mi spiace che ti mette ansia questo blog
                      la mia scrittura conosce la pace, in fondo, anche quando scalcia
                      ma altre questioni non sono per me da considerare connesse alla scrittura
                      in quel senso non mi importano perché rientrano in un personale che non c’entra con il blog

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                    2. ma come te lo devo dire???non voglio essere esplicito…il personale di altri…non tuo che non capisco perché ti coinvolga tanto da mettere in gioco il nostro scambio.

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                    3. ma cosa c’entro io, appunto, con il personale altrui? Poi ti faccio presente che potrei essere addirittura sposata o madre o qualunque cosa di uno dei blogger (uomo/donna, s’intende) e non c’entrerebbe ugualmente. Ma di cosa stiamo a parlare? non lo so più
                      Vado a letto che domani dovrò alzarmi all’alba: si un dettaglio personale, ma incide sulla percezione della realtà in questo momento, sulla mia lucidità. Mi mette ansia sapere che domani potrei non avere la forza d’alzarmi e devo avercela, quindi provo a riposare
                      Notte buona per te
                      e voglimi scusare per tutto il fastidio che devo averti involontariamente generato col mio spazio (mio e non vostro in questo discorso perché ne sono responsabile io sola adesso)

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            2. “io sono piccola cosa, insignificante, e semplice e ho in me solo tanto amore per la vita e la scrittura.”
              Tu hai tanto amore in te per la vita e la scrittura.
              Come può essere un amore così grande in una piccola cosa? 🙂

              E’ la tua “semplicità” un tuo grande pregio.

              Dora cara
              A ritrovarci
              :*
              gelsina

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  1. … “pene piccolo”… qualcuno potrebbe sentirsi chiamato in causa e offendersi a tal proposito 😀 … geniali gli accostamenti successivi: amore grande, amore piccolo, duro della notte, pelle d’abitanti escrescenti la crosta intima, a petto d’uccello, venature d’ossigeno…. non vorrei essere maliziosa, ma sembrano piccole perle che scorrono sul filo invisibile della direzione unica…. in ogni caso, bellissima… senza parole, come sempre, Cara!

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    1. “la coperta di carne sul piccolo/pene” m’è nata come femminile: questo, credo, vada a cambiarti un po’ le traiettorie, rendendole, forse, meno univoche (e meno equivalenti a una sola corporeità… E’ un qualcosa che, semmai, può valere in plurima visione della sessualità, se vogliamo tenerci al fuoco di visione della corporeità… preferisco integralmente considerare in questo caso…)
      quindi non c’è malizia, tranquilla, cara Gilda
      grazie…
      passa una bellissima serata…
      alla prossima…

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  2. Anche qui è tutto un susseguirsi di emozioni, se così le vogliamo chiamare, ma ricordiamoci che è poesia allo stato puro, senza quella maliizia che si può pensare, inutilmente.
    IO la vedo e la leggo così, semplicemente intima ma nostra, di tutti!

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