al giro del sole

Quando morii, domani, il cielo

tramontò: era il colore dei miei avi.

non morirò, domani. Nel colore

delle nocche ho intestardito la

vita senza fissare calli immuni

al dolore. Quando morii la terra non

tremò. Già tremava di suo. Ed è per questa

resistenza, non morirò domani. Tolsero

pane ai figli per dare pane ai figli. Così

nutrirono i valori: nel fare. Tolsero ai figli

l’esser figli, fecero uomini, e fecero donne,

prima di madri, dopo le madri. A nulla mancando.

Potresti non trovarmi, domani, quando fa notte

e si firma la vita nelle stelle. Potresti non trovarmi

perché ho una terra immobile da tremare. Farò tremare

la terra, allora, nutrirò di fuoco, capirai le stelle, capirai

l’uomo, a nulla mancando. Resistere non basta

al giro del sole […]

Non ci sei per chiederti

cosa pensasti di Fidel, “cosa pensi?”, cosa pensaste, voi. Io

non ho un pensiero, anc’ora, ho da costruire un mio

pensamento, libera di

farlo. [….] Resistere non basta

al giro del sole

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35 thoughts on “al giro del sole

    1. era una voce forse nemmeno postuma…
      quand’ho sentito di Castro il primo mio pensiero è stato: cosa avrebbe detto mio nonno; i miei nonni, e tanti altri? Una domanda solo apparentemente banale. Ma una domanda che ti fai quando non hai vissuto o tante cose troppo alla lontana hai vissuto. Ma è un discorso complicato per la mia vita in connessione con l’umano, in senso anche storico, politico, e non solo in quel senso. Vivo attualmente come mancanze insanabili. E in queste mancanze mie sento come mancanze anche il fatto di non poter più il confronto con persone che mi erano vicine, ma con cui di tante cose non honmai parlato quando si poteva, perché nella coscienza nemmeno ce le avevo. Non so se riesco a spiegarmi. E’ che la storia, come la vogliamo chiamare…, gli eventi, come li vogliamo chiamare…, popolazioni, individui, connessioni, scissioni, catastrofi, e quant’altro, non le ho mai davvero comprese (prese in me e rivissute) attraverso i libri… e mi manca l’oralità di chi teneva a tatto certe vicende
      Mi spiego?
      E non mi vale la giustifica: ero troppo piccola per chiedere certe cose e dialogare.
      Quando oggi, poi, mi trovo a insegnare e so che tante cose manco so bene farle vive ai miei studenti entra in me la più profonda delle crisi, più di un paese, il nostro, che a stento ricorda come si resiste, per lo più s’adatta al sopravvivere, e davvero lontanamente sa la rivoluzione in sé e fuori di se.
      Scusate
      parole inutili
      ma da questo nasce lo scritto
      a modo mio

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      1. L’avevo inteso il senso di questo tuo rammarico e, dico, apprezzato molto perché manifesta ancora più forte il tuo disagio verso questo presente…non è inutile quello che scrivi…manifesti il disagio consapevole di una generazione , in fondo, privata di futuro e di sogni…almeno tu lo canti libera questo disagio in piena consapevolezza…non è inutile…è tanto invece. Un abbraccio

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            1. vedi… sto riflettendo molto in questi giorni…
              ieri in classe i ragazzi hanno per gioco fatto una cosa… non si poteva fare…ma non gliel’ho impedita… avevo bisogn0 di osservarli e capire cosa stavano facendo e che coscienza ne avessero… Non so la coscienza, ma ci hanno messo il corpo e la vita che ogni giorno assorbono, forse con consapevolezza apolitica, astorica, ma…
              In quel quadro vivente nato per gioco c’era tanto…
              poi, si, li ho riportati all’ordine, nei limiti dell’accettato. E a seguire, quando non c’ero più io e non c’era nessuno, ne han fatte tante, son stati beccati e puniti. Mi è toccata la parte sporca: tornare sul campo della battaglia a vuoto che avevano acceso e tentare di responsabilizzarli
              Io non sono per i sistemi punitivi basati sulla chiusura anche se mi rendo conto che l’apertura può portare degenerazione. Non so perché racconto questo. Sto riflettendo. Abbiamo una responsabilità verso certe energie fresche, nate già troppo organizzate. Perché anche il loro modo di rivoltarsi non è una rivoluzione, ma un nascere già assorbiti nel sistema. Non so se mi spiego. Qui mi fermo che ho delle cose da svolgere
              La poesia non è potente, ma serve forse a me a rivedermi a volte e a rivedere tanto del vivere

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  1. trovo bellissimo il tuo componimento di stasera che apre tanti scenari su questioni diverse. Trovo anche interessantissimo leggere il dialogo tra te e Franz… siete davvero due pilastri della cultura ed è da restare a bocca aperta ad ascoltarvi… non aggiungo altro e resto in religioso silenzio .. a riflettere …sì, a riflettere…che ce n’è bisogno… Buonanotte mia cara Dora e una splendida domenica per te. ❤

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  2. Non so da dove tu tragga questa tua affermazione…il paio di mail graziose che ho scambiato con alidada non concernevano affatto la tua professione o il tuo privato…non mi piace questa cosa…sarà bene che per un po’ mi assenti dalle tue righe

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      1. addirittura? non lo fare non è giusto…non reggi un confronto …hai solo fatto un affermazione gratuita…su mail che non ti hanno ad oggetto… lasciami scegliere senza ricatti di questo tipo dove e come commentare…conte spesso, a quanto pare nasce un’equivoco…decantare non vuol dire sparire…bella Dora

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        1. io non entro nelle tue corrispondenze e affinità. A che diritto? Mi pare siano altri a giudicare ogni mia azione, no?
          io sono una persona giudiziosa, ma non incline al giudizio. Il mio sistema di valori non conosce griglie, ma prossimità, ascolto, e anche erranza, non lo escludo. Ma mai sono indelicata, sappilo. E non entro tra gli altri.

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          1. Questo commento, perdonami è assai criptico…tu puoi avere prossimità e ascolto con chi ti pare…ed io posso e voglio EVITARE CHI MI PARE …evitare qualsivoglia incrocio…posso?

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            1. prossimità e ascolto ce l’ho con ognuno di voi, ma proprio perché parlo di “prossimità” e “ascolto” questi avvengono in modi e con dinamiche diverse per ognuno. Rientra negli equilibri di chi si espone attraverso la scrittura. Ne ho parlato tante volte.

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              1. bene …ognuno di noi…nelle mie dinamiche non esiste la parola ognuno…esiste “questa persona e “quell’altra persona”…c’è sempre un momento nella vita in cui si fanno delle scelte tra “questa persona” e “quell’altra persona” altrimenti si va in un ecumenismo piatto e senza distinzioni…e non mi fa riaprire discorsi che ho chiuso

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                1. per me ognuno sta per ogni persona presa per se e in connessione con gli altri, certo
                  comunque già sono abbastanza ‘tagliata’ per non capire i ‘tagli’.
                  nulla da aprire, nulla da chiudere. sono ferita che non rimargina perché il vivo è fonte di segni in parola, per quanto scotti o bruci, sempre

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