il dorso dei piedi

[…] la terra preme verso il dorso dei piedi

rivi fluenti d’alghe violacee; l’impasto

del cammino è membrana di polvere. Ti pregni

qui dei secoli, ogni passo, in ogni passo; e lui

sulle ginocchia fatti piedi, sull’asfalto, e

la carrozza, non necessaria, ora, non per

la piazza, marginata, e il cammino che raccoglie. Fa

mezzo giorno il sole sul Garibaldi. Mai ricordo lassù

se ha il cavallo o è rimasto nella Storia. Ne fecero

un comico di questa dimenticanza popolare o dei

singoli di passaggio. Non rifletto gli eventi con queste

righe, con dita e cosce allineate. Torno all’uomo

sulle ginocchia. Al sole sulla testa, alla pienezza del

mezzo giorno sulle piazze, e alla

rivoluzione assente, oggi, nelle vene dei piedi.

Le alghe rosse fanne sangue. Fosse vivo […]

Fosse […] La carrozzella è marginata

dai ginocchi imbracciati, necessario

correre, ora, altra ora, poi la sosta […]

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10 thoughts on “il dorso dei piedi

  1. Vedo questa serie di flash… una donna che cammina sulla riva del mare, un mendicante caduto dalla carrozzella, una donna che cammina in una città piena di storia, Garibaldi che osserva dal suo piedistallo. Ne avrò azzeccata qualcuna? Qual’è la dimenticanza popolare di cui fecero comico? E dove è necessario correre?

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    1. se vogliamo contestualizzare uno degli episodi di vita che richiamo tra altre cose: piazza Garibaldi: antistante alla ferrovia centrale a Napoli
      un giorno, un uomo, credo della Polonia, ma posso sbagliarmi, … con il corpo segnato dal vissuto… in piazza dove a certe ore capitava di trovarci persone non autorizzate a vendere cose recuperate un po’ ovunque… tipo mercatino su bordo marciapiede… per visualizzare… scese dalla carrozzella e si mise a precorrere un angolo del luogo camminando direttamente con le ginocchia. Uno si stupisce, poi comprende tante cose, e la naturalezza di quella camminata, o l’abilità necessaria, se vuoi, mi rimase impressa.
      di comico… diciamo… forse non proprio di comico in senso barzelletta, anche se… dicevo… è una domanda che si fa: se Garibaldi sia a cavallo su quella statua o no; se questo cavallo ci sia… poi si comincia anche a dare i numeri sulle zampe. E devo dire che siamo tanto distratti a volte da non far caso a cose che sembrerebbero palesi…
      non ti spiego il senso del componimento perché mi può star bene anche un non senso definito
      è chiaro che a mio modo riflettevo su varie cose della vita e sul nostro storicizzare, sui modi, sia o non sia una grande guerra, un grande evento
      poi ci sono cose che ti spiazzano… e nelle piazze ce ne son tante di cose che ti spiazzano

      ormai sul mare.. anche quando non lo nomino ce lo vedete e questo mi porta un gran sorriso: perché di certo ce l’ho nel sangue il mare, questo sì, anche quando non me ne accorgo. E non ti nascondo che in città dove non c’è nemmeno un corpo d’acqua sono facile a perdermi. A Bologna ho cominciato ad orientarmi quando nella mia coscienza è entrata la consapevolezza di un antica esistenza del mare, pure lì… non so se sbaglio…
      buona giornata, Giorgio
      grazie

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    1. non so se possiamo ancora definirci un popolo, tanto antropologicamente mutati e non per cellule, ma… forse si, a volte, forse no, altre, forse dipende dalle persone
      quanto ci sia di drammatico nel sorriso è noto, e nel riso lo è ancor più, in dolenza

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