Cosa c’è d’eccezionale?

[…] Una mano sulla schiena. T’ho detto “Ho visto […] è buono”, non “bravo!”.

Senza mano sulla schiena. Hai sorriso. T’ho visto. Cosa c’è d’eccezionale? Senza

mano sulla schiena. Poi  una mano sulla schiena. Sai che t’ho visto. Quando

hai sorriso. Cosa c’è d’eccezionale? Hai sorriso col tuo sorriso, proprio

tuo, come il mio, proprio mio, come il suo. [   ] Cosa c’è? Poi una carezza

sul capo. Mi hai sentita? Non hai sorriso più. Sai che t’ho visto. Quando

hai sorriso. Cosa c’è d’eccezionale? Hai sorriso del tuo sorriso, proprio

tuo, poi mio, anche mio. Hai sorriso con le guance intorno, con le orecchie

intorno alle guance, un po’ più su, con la testa intorno al sorriso, con

le spalle intorno alla testa, con la schiena intorno alle spalle, e gli occhi

a strizza, giù, nella bocca, dove hai sorriso, il cuore. Cosa c’è d’eccezionale?

Una mano sulla schiena. Poi. Non hai sorriso più. Non sorridevo mai, sai,

alla tua età. Cosa c’è d’eccezionale? Ho sorriso. Poi […]

 

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28 thoughts on “Cosa c’è d’eccezionale?

    1. una riflessione mia su un mio allievo ‘autistico’. Un tema che sento con delicatezza estrema e ho pensato molto prima di scrivere questa cosa che serve più a me che a chi mi legge. A volte, forse sempre, scrivere è per me fissare qualcosa per tornarci e trovarla viva, magari cambiata nel vivente
      Ecco… cosa c’è d’eccezionale nello scrivere? le vite che ti portano a farlo
      lo dico sempre, lo so…
      grazie, Profumodicarta
      una bella e buona serata per te :*

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      1. veramente avrei voluto chiederti proprio questo…se fai sostegno o qualche lavoro simile perché è lì che mi sono diretta con il pensiero ma poi mi sembrava troppo invadente la domanda. Grazie per la precisazione, so di cosa parli e lo hai descritto meravigliosamente bene.

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    1. bah, no… è quello il punto: noi crediamo d’aver aperto una piccola porta, di aver fatto qualcosa di chissa cosa per qualcuno particolare assai, ma poi rifletti e capisci, almeno capisco, che non è così
      ed è bello rendersi conto che non è così
      metteci in più che la difficoltà a stabilire una connessione, un contatto, o la difficoltà nel muoversi come, è anche con gli altri alunni
      lì ti fermi, rifletti tanto, ancora, e ti si aprono prospettive che non avevi considerato, ingabbiati come siamo in certe griglie di ragionamento
      parlo da inesperta scientificamente di interrelazioni umane, ma parlo anche da una postazione in cui mi tocca sperimentare tante cose e non posso sottrarmi, avendo una responsabilità sulla comunicazione prima ancora dell’insegnare.
      che poi… certo… uno insegna, ma intanto apprende
      ma solo lontana dall’essere un’insegnante e non credo sia una situazione in cui riesco naturalmente o con efficacia

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  1. Ho sentito immediatamente che questo tuo canto era rivolto a un tuo “interagire” con un tuo alunno autistico. Metto “interagire” tra virgolette perchè non so quanta interazione vi possa essere con una creatura così difficile ad avere un contatto con altri.

    E apprezzo molto molto i tuoi versi che hanno delicatezza estrema e bellezza.
    Sono i tuoi versi quasi una “filastrocca” con espressioni ripetute.
    Una filastrocca d’amore, di interesse vero. ❤

    Noi a volte crediamo di aver aperto una piccola porta e vorremmo questo.
    La realtà è che non sappiamo molto e la cosa migliore da fare è farsi carico della situazione in modo vero senza illusioni.
    Il primo compito di un insegnante è comunicare prima di insegnare.
    E di fronte a persone autistiche è necessario proporsi moltissime riflessioni.
    Al di là dell' essere più o meno esperti scientificamente, vi è il nostro cuore…
    E i dubbi sono proprio di chi vuole almeno aprire uno spiraglio della porta…

    Dora cara cara cara
    Gelsuccia abbraccia la brava insegnante che è in te e abbraccia te, mia cara
    :*

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          1. è così, sì.
            sento molto questo sulla comunicazione…

            notte serena e di riposo, Dora cara cara
            l’armonia di una musica bellissima che proviene da non so dove sia con te
            e la stellina ti guarda con affetto

            gelsuccia ti sorride

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  2. “Cosa c’è d’eccezionale?”
    E’ il titolo di questo Canto.
    Io so che c’è qualcosa d’eccezionale, sì.
    Non dico che cosa però 😉
    Sai a che cosa penso, Dora? 🙂

    Spero tu stia riposando, Dora cara
    :*
    gb

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