che ti protegge

[…] non è a caso, non è a soddisfazione, la membrana, ogni

membrana che ti protegge, quando esci il primo giorno;

quando torni a un’origine, ma non tua, non propriamente,

e sai la donna. Quando esci e riposi, anc’ora, ricorda

dal pianto del cucciolo al pianto d’amata come passa

la separazione. [   ] Non è a caso, è la stessa membrana, ma

quando esci e ti allontani, senza data, ricorda, dall’utero

di madre all’utero d’amante (colei che t’ama e amerebbe

della vita altra il seme), ricorda, com’è l’acqua che

scorre […]

 

[…] ti protegge.

Se questo è amore, dove vuoi il caso se questo è

amore?

 

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16 thoughts on “che ti protegge

  1. “ricorda, com’è l’acqua che
    scorre […]
     
    […] ti protegge.
    Se questo è amore, dove vuoi il caso se questo è
    amore?” ❤

    La natura con la sua potenza non va mai persa, dimenticata, va ritrovata sempre, ogni attimo, va tenuta stretta.

    Io sento in questi tuoi versi una sensibilità di creatura femmina, di donna, molto forte.

    Quell'acqua che scorre… Bello bello.

    Dora cara, riposa bene.
    :*
    gb

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    1. “Sì, come l’acqua che scorre… alla Yourcenar, sì”

      Sopra avevo scritto
      “Quell’acqua che scorre… Bello bello.”
      E sentivo l’acqua come parte di un ciclo eterno e… ne coglievo la bellezza.

      gb

      Liked by 2 people

  2. Panta rei…..il tempo come l’acqua del ruscello scorre e passa, non è nella nostra natura poter fermare il tempo, possiamo però fermare la gioia di un momento trasformandola in ricordo, ed è la percezione di ciò che è stato a farlo rivivere, non ha importanza se abbiamo donato o ricevuto, l’importante è far rivivere quell’attimo di pura bellezza.
    Ciao Dora..

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    1. credo il ricordare faccia parte della nostra biologia
      come sarebbe la vita senza questo flusso continuo tra memoria e genesi, come sarebbe vivere senza ricordare?
      C’è, poi, una bellezza nelle cose mentre le viviamo e una bellezza nella coscienza delle cose che ha estensioni di durata
      Non so se ciò sia solo dell’umano o di tutte le creature, le manifestazioni viventi

      il fiume ricorda ogni passaggio?

      se il Panta rei si possa intendere anche così, nemmeno so, ma riflettendoci m’ha preso corso questo pensiero

      ciao Nico

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      1. In effetti esisteva già nei tempi antichi un disaccordo sul concetto del“tutto scorre”, il Divenire e l’Essere, due visioni contrapposte che vennero espresse da due importanti filosofi dell’epoca, la prima dal mite Eraclito e la seconda dal borghese Parmenide.
        In effetti il Divenire consiste nel fatto che in natura tutto si muove e nulla resta fermo, per questo motivo è impossibile rivivere due volte la stessa esperienza, al contrario la visione immobilista Parmenidea interpreta come illusorie tutte le diversità esistenti nella natura fisica, e quindi la relativa staticità delle stesse sia la verifica della realtà dell’Essere, da tale visione appare la prova che la finitudine e l’immutabilità dello stesso,
        dia all’Essere una forma ontologicamente perfetta perchè unica, omogea ed eterna.
        Secondo te, ricordare significa quindi rivivere un’esperienza, oppure provare un emozione per il solo fatto di ricordare?
        Non so…..

        Ciao bella Dora!

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  3. “Secondo te, ricordare significa quindi rivivere un’esperienza, oppure provare un emozione per il solo fatto di ricordare?”
    Non credo le due cose siano separabili, almeno non nettamente. Dipende, anche, da cosa e da come ricordiamo, da quali livelli della nostra sensibilità accendiamo.
    Se è la nostra integralità a ricordare, a muoversi nel ricordo, dico che siamo portati a rivivere un’esperienza e le emozioni, ma dico pure che rivivere non è ripetizione quanto un vivere nuovamente. Non in assoluto, ma in una relazione tra l’esperienza già vissuta e quell’esperire che si attiva nel momento del ricordare. Potrei farti l’esempio del musicista quando suona lo strumento e la musica composta, ‘numericamente’ anche immutabile, se vuoi, ma mutevole nel risuonarla. O anche l’esempio del danzatore, che mi è più vicino. Poi potrei considerare anche un’altra cosa: il musicista e il danzatore quando rimandano a mente (che manco è mai solo “a mente”) l’esecuzione d’una musica senza però suonarla con lo strumento (sia il pianoforte, ad esempio, o il corpo). Vedi, è complesso e mi ci sto già perdendo: o ri/trovando

    è il come ricordiamo che, forse, mi interessa particolarmente

    se abbia ragione Parmenide o Eraclito… sono forse più eraclitea, ma c’è dell’immutabile, dell’archetipo, anche? ricordiamo o non ricordiamo la nostra prima nascita o la nascita prima? bella domanda. E oltre il sentimento del tempo scandito in passato, presente (per il pensiero quasi sempre inattuale), e futuro, com’ “è”?

    forse quando riusciremo a spegnere domande e risposte troveremo in noi l’essere? non so…

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