la volontà nelle mani

[…] vi prego, la verità sulle mani, tutte queste

mani, servili, vi prego, la volontà nelle mani,

non prego, non tocco, giungo

la verità nelle mani, il soffio, e il fischio […]

apro, piove

l’inverno caldo del vivo orale; non è quello che pensi, è

l’inverno caldo, le mani intorno, una culla di foglie [rosse] […]

Vi prego, la verità sulle mani, tutte le mani, le volontà

nelle mani, prossime, il canto orale […] soffio e

il fischio […]

 

 

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18 thoughts on “la volontà nelle mani

  1. l’inverno e il vero. Il preconcetto cade, e allora il caldo. La verità la giungi, tua, e preghi la nostra, perché una non basta, mai. I tuoi versi mi aprono un fascio di percorsi, accade spesso, ma oggi sono solchi…

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              1. il mio “spazio” è aperto a tutti. In questo senso ogni comunicazione è benvenuta. Il mio “spazio” è per questo non solo mio, ma mio/vostro.
                La parola può evocare, ma non solo evocare o non so se troverei necessità a scrivere
                grazie per la comunicazione, dunque. Comunicazione che non ritengo fondamento, ma accadimento possibile tra gli ‘spazi’. Siano strade, piazzette, o come ognuno sente di chiamarli dando un segno forte di identità del proprio sentire e del proprio modo di sentire la comunicazione. Spero di essere come sempre chiara. ciao.

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                1. io la definirei pigrizia era più “comodo” commentare da te la mia cosuccia… o era un atteggiamento “snob” della serie non mischio i miei commenti a quelli degli altri? comunque sono stufo di lezioni su questo blog…ognuno fa come gli pare e non oserò più far battute…qui ci si prende un po tutti troppo sul serio…brutta deriva. ciao

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                  1. ho commentato da me perché essendo comunicanti gli articoli, come dici tu, ho preferito continuare qui il discorso già avviato.
                    Per il resto: sono stata molto male per discussioni che si potevano evitare, a mio avviso, e indipendentemente dalla mia posizione su vittime e assassini. Volevo solo non tornare più sull’argomento “incomunicabilità” o “comunicazione distorta” che può accadere.
                    Ti ho spiegato che sto vivendo al di fuori anche di questo spazio un momento fisiologicamente particolarissimo e basta una sfumatura a sprofondarmi agitazione dentro. Non chiedo di essere capita, ma di evitare, se possibile, cose che sono leggere, certo, alleggerimenti scherzosi, come dici, ma…
                    Ti chiedo scusa. Non mi piace parlare di me personalmente. Ma in virtù dell’apertura, del rispetto che ho verso di te mi sento di esprimere un mio problema, ok? Te lo ripeto: ti chiedo scusa. Questo spazio non voglio chiuderlo, sospenderlo, anche se sono molto stanca per fatti miei per poterlo gestire come vorrei.
                    Rispetto chiunque commenti da te e non mi sono mai sentita superiore a nessuno, né in questi spazi, né nella mia vita. Anzi.
                    e questo lo posso dire e confermare come una delle poche cose di cui ho certezza per me stessa, su me stessa, oltre ogni dubbio.
                    pace fatta?

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