resina umana (Appunti, 27/10/2016)

[…] mi ha

germogliato, fiotti implosivi a pelle, il cuore,

derive vulcaniche, anneriti i crateri

degli oculi accesi sul nascere l’albe di

pioggia rossita a rosso sangue d’espatrio; tu dimentichi,

l’incrostazioni di vento: il vento incrosta

i freddati cicloni di resina umana. Niveamente cenere

m’arrivano le terre di miele sradicate agli steli di ginestra,

la premitura dei pori pitrei sui visi stanchi delle notturne

carriere nere, in onore dei padri, e delle madri, l’amore,

dispensato a chi non si ama, negato all’amore amore: non

puro e non impuro, divagando l’astratto contegno affettivo

d’esplorazioni superfetate d’immagini, e immagini, il tatto, sogno

 

da inchiodare alle monete di cappello fuori chiesa, il

lancio dei pesci nell’acqua santa battuta a petto di monte,

l’erosione delle vergini, dilamate in smottamenti

esanime, raschiato il fondo, “ho freddo”, bucce d’arancio […]

 

 

Annunci

18 thoughts on “resina umana (Appunti, 27/10/2016)

    1. ah ah! Help 😀
      lasciati andare a quello che ci trovi tu per te, Giorgio
      la mia, t’aiuto, era una riflessione sociale? la natura, anche dei corpi, quando si lascia andare al di fuori d’essenza resta comunque vitale, sia pur incrostata. Ma ci sono altre costruzioni ‘da copertina’ a cui ci compromettiamo, o a cui vorrebbero comprometterci, che tolgono all’immagine quell’essenzialità, quella sostanza, e da superficie la fanno superflua per la vita vera, mentre servono a farci stare apparentemente meglio accetti in questo mondo patteggiando, prima con noi stessi, dico io. Urge la natura prima, continua ad urgere, ma la sofferenza è simulare un distacco da questa urgenza e la sofferenza stessa simulare distante, distanziabile
      forse mi sono spiegata ancora meno
      sono per la resina umana, sia pur lasciata a seccare sola

      Liked by 1 persona

  1. Io ci provo con tutte le mie forze, credimi. Tutte le volte che vengo qui. Qualche volta ci riesco, almeno così mi pare. Qualche volta meno. Però c’è sempre qualche cosa, un’immagine, un suono, una metafora che mi colpisce proprio in mezzo al petto e così torno a leggerti sempre. Magari prima o poi ce la faccio a orientarmi di tra le tue parole che sempre mare di musica sono e il “naufragar m’è dolce in questo mare”. 🙂

    Liked by 1 persona

    1. capisco cosa mi dici… E ha per me una motivazione consapevole
      mi spiego: una volta quando scrivevo avevo forse un’idea più precisa

      oggi, invece, ci sono parecchie scritture dove parto da una cosa che sento forte, precisa, ma non so spiegare a me stessa bene, né esprimerla. Allora mi metto lì e ci vado e vedo se e come mi porta, perché ne ho comunque bisogno, un bisogno a volte dannato, e ci vado ascoltandomi per prossimità con me stessa e con quanto m’avviene oltre
      Cerco di dirti che non c’è spesso una sola traiettoria ed è per questo che difficilmente riesco a spiegarmi in maniera definitiva e mi piace sentire anche quello che simile o diverso arriva a chi mi legge
      e mi commuove, moltissimo, se qualcosa arriva
      ho un rapporto forse troppo viscerale, d’impatto, con l’atto della scrittura, ma se non fosse così non scriverei

      ti sono grata per questo tuo pensiero e sentire…
      buona serata, Svirgola 🙂

      Liked by 1 persona

      1. Capisco quanto mi scrivi e lo percepisco spesso nella tua scrittura. E’ la poesia che ha mille traiettorie e fai bene ad abbandonartici. Credo che la “musica” arrivi anche da questo tuo abbandono. Io sono più avvezza alla prosa. Credo che sia la mia dimensione. Sono pragmatica il più delle volte e non ho mai coltivato la poesia che è un orto che guardo con rispetto e curiosità. comunque. Ciao. 🙂

        Liked by 1 persona

        1. vale lo stesso per me rispetto alla prosa… M’è così difficile… e se ci fai caso, anche quando vi scrivo commenti, mi salta la logica, la grammatica, tutto…
          si… la guardo con rispetto e curiosità, ma soprattutto se mi colpisce per il senso di vite che mi trasmette, indipendentemente dalla narrazione vera o fantastica, diciamo così
          è il tuo caso… mi piace quando ti racconti o racconti altro da te
          Buona serata e alla prossima!

          Liked by 1 persona

  2. In risposta a Giorgio… Io barcollo più di te davanti ai folgoranti versi di Dora…quello che vi leggo (ed è suo motivo ritornante) è il persistere/resistere dell’umano (questo credo sia il senso della resina) quale scia vitale anche tra i dolorosi flutti e le angherie di questo nostro tempo…per Dora: Lo hai fatto apposta ad aprire i commenti ad uno tra i tuoi testi più iniziatici! 😀

    Liked by 1 persona

  3. Dora, non è facile.
    Dai tuoi versi però mi viene la musica…
    A presto, cara.
    A ritrovarci.
    gb
    Ho ricopiato sopra tue parole che forse ho compreso
    “sono per la resina umana, sia pur lasciata a seccare sola”

    Liked by 1 persona

      1. sì, è un mio ricantare le parole e quanto io colgo in quelle parole
        posso farlo anche dopo molto tempo e per più volte
        ogni volta c’è qualcosa di differente
        trovo anche io bello questo
        grazie a te, Dora cara
        Gelsuccia ti abbraccia

        Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...