ogni abbandono, sono fiumana di gente

[…] sono fiumane di

gente che: m’abbandonano, ogni abbandono:

sono fiumana di gente. Tutti i perduti, gli spaventati, i migratori

della libertà. Sono libertà; andate via. E non so fermare,

nessuno, salvare nessuno, sono per questo, nessuno, fuori

destino la libertà. T’accorgerai a

toccarmi, baciata di terra, che nutro un vuoto: un pieno d’amore, senz’

attese, t’accorgerai l’attesa penetrando l’uscita più dura, l’abbandono, e

m’abbandonerai, per troppa grazia

 

da destinare. Ho gli occhi di

tutti i figli, la fiumana di gente che

 

m’abbandoni, la paura iterata, non mia, d’un territorio

troppo crudo [ti somiglia] da

 

marcare.

 

“Coprì i miei occhi, con una mano, scoprì”

[…] e

una fiumana di gemiti, l’abbandono […]

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