città senza cancelli

[…]

città senza cancelli, case con porte senza

chiavi. Dove fissare lucchetti d’amore

con l’illusione dei giovani sui sedili di

pietra, ancorati alla battigia? Città con cancelli

aperti sull’alto; la libertà rampicante in

sigilli d’eterno; capelli d’onde annodati.

Permettersi domani, con la gentilezza che

coglie solo di nome i frutti vivi, non svelle,

“la vita che vorrei”. Città senza cancelli,

cancelli di more. Passò d’ottobre con

la bocca tinta. Non zanne, non nome,

quasi non corpo, un sigillo in petto

sulla città dei cancelli, scavalcati a

vista, il paradiso orizzontale, mani

di resina, ginocchia a muro, fiori di

naso, nuvole di gonna, un sogno

comune, raro, poi espropriato. Città

senza cancelli, porte senza chiavi,

capelli rampicanti, occhi di resina,

l’albero tronco, la gioia muta,

il paradiso orizzontale, ginocchia a terra,

muschio di naso, nuvole di gonna, rugiada

del pianto, fiore non colto, i nomi rari che

volavano, di bocca in bocca […] sigilli

d’eterno […] case senza chiave,

permettersi domani, con gentilezza

[…] città senza cancelli,

muri di more, muri […]

 

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28 thoughts on “città senza cancelli

  1. Uno nessuno e centomila, tutti ad indossare maschere di socialità e chiudendo con il lucchetto la vera essenza di poter essere se stessi. A cosa serve , in vero, togliere quelle maschere se poi di fronte ci sono solo muri? Angustiante questa vita che non ci appartiene, ci tocca fare un respiro profondo e tanti respiri profondi per ogni nulla. La città che vorrei anche io, senza cancelli, chiavi, nè sigilli nè muri invalicabili.

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  2. è interessante – come sempre sei – questa tua riflessione, anche se, ammetto, partivo da altre considerazioni
    diciamo che, sì, ti è arrivata con più forza l’immagine del lucchetto, credo

    camminavo lungo il pontile dove di solito passo con la mia bici. Ho visto uno di quei lucchetti che lasciano i giovani, solitamente, come promessa d’amore duraturo. Che poi non sempre si riveli tale non è fondamentale in quel momento, quanto fondamentale diventa il credo e il sentimento che si ha sulla possibilità di questo quando si getta la chiave.
    Fin qui siamo all’aneddoto, diciamo…
    il giorno prima, più o meno, avevo appuntato un paio di righe: sulle città senza cancelli
    pensavo alle varie funzioni che ha cingere un luogo, sia pubblico che privato (come una casa). Ci difendiamo da un chiunque che possa entrare, ad esempio. Perché dobbiamo preoccuparci a priori di questo? Eppure è così. Questo è diventato lo spunto per una riflessione sul fatto che se ognuno fosse in grado da solo di riconoscere delle misure nelle proprie azioni rispetto ad altri da se… Insomma ho cominciato a riflettere sulla libertà, sulla volontà, sul rispetto reciproco, altro.., in una dimensione anche di autoregolamentazione per il benessere comune
    Poi… sono passata al cancello, o alla cancellata, se vuoi, come limite, anche nel senso dell’abuso di potere
    Una riflessione sui confini, ma anche sulle frontiere
    tutto molto a modo mio

    tra le righe del mio piccolo componimento delle persone, o comunque delle creature, il desiderio di raggiungersi, la capacità di farlo, un evento drammatico, ma …

    il sigillo… io distinguo sempre tra i sigilli come proibizioni e i sigilli come segni d’amore

    Grazie per il tuo prezioso spunto a ulteriormente tornare tra le righe

    “Uno nessuno e centomila”… mi piace il finale…. 😀

    Buona giornata, carissima!

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    1. tu che scrivi obbrobbi… fin’ora quel che ho letto era sempre interessante… Poi anche scaricare la rabbia può farsi osservazione critica e bellezza di uno sguardo teso al nitido

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  3. Mi hai richiamato certi canti dei raccoglitori di cotone dell’america schiavista (ora possibili rifrangenze nei raccoglitori di pomodori). C’è la litania di richiamo al confine invalicabile una speranza di un We shall overcame… some day. Dal piccolo segno dei lucchetti a cancelli e confini sino al sogno dei cancelli celesti…dal particolare all’ universale…sembri procedere così, ampliando progressivamente il tuo raggio d’ascolto…

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    1. bella la visione che ti s’è accesa dei raccoglitori di cotone
      il mio sogno, ma credo quello di tutti, sarebbe riuscire sempre a vivere del paradiso qua
      non so se vado dall’universale al particolare, perché ci sono piani della nostra coscienza che si intersecano e mescidano o nascono già mescidati. Credo anche la proprietà e la condivisione siano congeniti, ma è quello che diventano a fare le differenze
      Grazie del bel commento
      Si, la litania, mi piace batterla in questa carcassa, anche se non mi viene sempre

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      1. Son felice sai? Dopo lunga e ripetute letture riesco a capire come ti incontri con l’ascolto e quali finestre ti si aprono…così concedi a chi ti legge d’aprirne altre sul tuo canto. Bello ..proprio una bella sensazione.

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  4. Dicendo-cantando i tuoi versi, Dora, mi è tornato all’orecchio il canto dei raccoglitori di cotone che successivamente fu di Joan Baez. Il ripetersi di quel “We shall overcome, some day…”
    (bellissime queste parole di speranza, di grande spessore i versi aggiunti poi e la storia di tutto. si potrebbe farne un post.)
    Non è assolutamente un mio ripetere un sentire di Franz.
    Se fosse stato un qualcosa che mi veniva portato da Franz avrei semplicemente detto “Concordo con te, Franz” come molto spesso accade.
    *In me è nato tutto immediato e con forte intensità.*
    “Città con cancelli
    aperti sull’alto;”
    “la libertà rampicante in
    sigilli d’eterno”
    Dal parziale all’universale così tu canti, Dora, con immagini davvero evocative e “tue”.
    I confini, le frontiere, la speranza che vengano abbattute…
    Bello bello bello ❤

    Un abbraccio, Dora cara
    :*
    gb

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      1. ho sentito davvero molto questo tuo Canto.
        sì, anche la musica è in me
        poi amo la storia dei canti dei raccoglitori di cotone, storia lunga.

        Dora bella e cara
        la stellina-luccola questa notte darà a te una luce lieve con sfumature diverse, un leggerissimo cambio di colore e ti farà sognare gli arcobaleni

        buon riposo, cara 🙂
        gb

        ci si ritrova, sì ❤

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    1. Che sistema assurdo! Non ci trovo un senso, con tante altre cose in questo paese! Ci vuole un grande equilibrio con se stesso per rimanere sereni… perplessità e ostinazione mi sembrano doverose. Vediamo chi si stufa prima! Buona notte Dora!

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