Canarini

[…] mi inginocchio sulle mie ginocchia

di fronte al mio addome, il mio ventre è

fondo, pieno d’organi e di canarini che

cantano il gorgheggio della fame d’

amore, l’unico amore eterno che

concepisco, ma non basta la mente a

dare corpo al corpo, non basta’ le ginocchia e

 

m’inginocchio. Avete imparato a riempirmi

la bocca, ma son parole mie

quelle che escono, ribaltate,

a nuova luce, e se scrivere

è dar nome, concezione e riflesso

all’essenza delle cose, e se […]

 

m’inginocchio, sulle mie ginocchia,

sento scorrere un’acqua limpida, vedo

il mio addome, la superficie delle cose

profonde, la bellezza che non deve

chiedere […] i canarini cantano liberi

gorgogli di queste e mai altre sponde,

con le ali sane senza numeri al lotto o

sogni notturni, dolci inquieti notturni,

braccio, a braccio, da ricordare

[…]

 

 

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16 thoughts on “Canarini

  1. lo spunto per questo piccolo scritto (come sempre, o quasi, impersonale, anche se parlo in prima persona) è la rottura delle ali che alcuni operano per certi canarini usati come dispensatori di fortuna e, ovviamente, a fini di guadagno
    una volta una giovane donna per strada col canarino e la pancia, tra l’altro, ricordo…

    mi limito a lasciarvi questo spunto

    la poesia non si spiega, almeno non prima che qualcuno provi a ricantarci su

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  2. Con l’ali spezzate io comunque canto
    in cinguettio doloroso e silente tanto
    Canto il ricordo del volo
    che m’è rimasto in sogno
    e null’altro ora nel mio ventre agogno.

    (lanciavi la suggestione a ricantare ed eccotelo un piccolo omaggio)
    😉

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    1. grazie per il modo empatico con cui ti connetti ai miei scritti

      ho già detto nel commento/nota a margine da dove mi nacque questo ‘minimo’ scritto. L’uso della prima persona è sempre il mio incorporare esistenze altre da me per farne realtà in scrittura
      Grazie dell’omaggio che mi sembra una perfetta dichiarazione della tua poetica d’autore 🙂

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      1. Grazie a te della bella risposta. Mi regalasti la suggestione atroce e struggente dei canarini mutilati… e ne venne il commento in versi… si potrebbe essere un altro ipotetico esergo alla mia improbabile raccolta, Dora… bello il richiamo all’empatia : vero, c’è tutta.

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    1. anch’io vado a riempire lo stomaco 😀
      si, purtroppo è una pratica che esiste…
      in realtà, credo, sui pappagallini anche se io dico i canarini.. non so
      buona serata, Marzia
      bacini

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  3. e i canarini ricordano il volo che hanno fatto o lo immaginano
    e cantano il dolore inflitto loro da atroci mani umane che vengono spinte da menti perverse e stupide
    tutto non ha assolutamente un senso se non quello di infrangere la “bellezza”

    e sento moltissimo quello che scrivi qui, Dora,
    “il mio ventre è
    fondo, pieno d’organi e di canarini che
    cantano il gorgheggio della fame d’
    amore, l’unico amore eterno che
    concepisco,” ❤
    ecco, odo il gorgheggio della fame d'amore e lo odo non solo cantato dai canarini… anche altre creature lo fanno…
    Dora cara, è così… è terribile

    :*
    gb

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  4. per anni ho allevato canarini e con quanto amore me ne prendevo cura! Non oso pensare ad una pratica così barbara e atroce… Che tristezza mia cara Dora.. l’essere umano in certi casi è di gran lunga peggiore di ogni altra specie vivente. Buonanotte e un abbraccio a te

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