Segnato a rosso (Nota, 8 ottobre 2016)

[…] mi sono seduta, adesso, sull’arco di radice, non ho trovato le parole, manco di

verbi, ho trovato gli anni di tutti i corpi che ho incrociato, nella mia carne, gli anni

dell’operaio che poteva fare tardi e non avrebbe capito, lei, gli anni

dell’amore per finta e non sentii l’amore, ma era amore anche quello, l’ho

sentito all’ultimo colpo prima di morire il ritorno al consueto, senza scelte e

tutta

 

la smania d’amore che solo un gioco, sembra concedere, ma non è un gioco

amore, anche la smania d’amore, quando il mosto uccide prima ancora di

ubriacarmi di quella lucidità attonita, muta, che solo l’amore sa dare, quando

fermenta, esplode, riempie e vuota ogni memoria di carne. Tutta la carne. Sono

qui seduta, non voglio occhi, non voglio mani, non voglio tempo, il mio tempo. Lasciatemi

sentire l’epoche di tutti i corpi che ho incrociato, di tutti i secoli, come si nasce

già invecchiati e la paura resta, sola, quel mai invecchiare dei propri anni. Se passi

di qua, un giorno, tipo oggi, o ieri, prima di passare, siediti in braccio, sulle mie

piccole cosce, perché

il tuo peso sia il mio e

possa sentirmi tutti i tempi, che non ho vissuto e che non vivrò, in un unica tregua,

occhi fissi negli occhi, per non vedere la mancanza, quando dovrà venire e

non ci saremo, non in questa specie, allora forse saremo, come la dispersione

apparente, di quel piccolo taglio sul mio volto che non ho saputo, chiesi a mia madre,

di quale gioco, quale giorno, quale riso, segnato a rosso ricorda.

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43 thoughts on “Segnato a rosso (Nota, 8 ottobre 2016)

    1. era da stamattina che scrivevo parole e le stracciavo. Cosa che faccio raramente quella di stracciare.
      Ho capito che mi stavo proteggendo dalla mia stessa scrittura e la stavo svuotando di vita. Allora mi son messa a scrivere come faccio sempre, vivendo scrittura, e ho sentito, ed è quello che leggete

      Grazie… ma un grazie speciale per la delicatezza del tuo commento che m’è arrivata tutta

      Sia una stupenda serata per te!

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  1. Non ho parole…accogli, se vuoi, questo mio silenzio assiso sulle tue cosce nei secoli dei secoli…è uno stupendo richiamo al viandante d’amore , quasi un lied…sarebbe bellissimo leggerlo contrappuntato dalla musica di Schoemberg! Molto, molto bello.

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    1. qualunque creatura.. pensavo anche a un cucciolo d’uomo, o a una foglia che cade, o un vento forte, quasi insostenibile, o una farfalla, o un silenzio, si, anche un silenzio, colma d’amore l’esistenza, si

      Non so se S. sarebbe d’accordo ad accostare la sua musica, ma… grazie!

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          1. si avvicinano spaghetti alla puttanesca,infatti. 😀 l’osservazione dei Cirri che m’ha ispirato l’ultimo componimento m’ha prodotto, oltre la rimembranza, una discreta fame. 😉

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        1. dopo se non crollo dalla stanchezza già avevo in programma di scriverti un paio di righe sull’idea del luogo …
          se non lo faccio in serata, mi trovi comunque in mail domani 🙂
          Vado a cenare tra un attimo
          buona cena anche a te se ancora non l’hai fatta!

          per il lirismo… siete troppo cari… io ci vado d’ “ascolto” delle vite e forse, a volte, ascolto anche la mia…

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  2. “quel mai invecchiare dei propri anni” può essere paura più forte d’ogni tregua, ma non di quella degli occhi negli occhi, no. Questo componimento mi veste, m’aderisce.. Su la “dispersione” ci sto da un po’, aspettando di entrarci dentro, più pienamente. Bello che ci sei, poetessa del Vivente.

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    1. è il vivente che ci genera poesia…
      bella tu che passi sempre con traiettorie che vanno a scovare, illuminare, anche tra le pieghe, momenti e percorsi di riflessione su cui scoprirsi sintoniche fa forza e mette in circolo energia buona
      Si… la ‘dispersione’ anche io devo tornarci…
      Notte bella e riposante per te
      vado anch’io che tra un po’ m’acchiappa l’alba…

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  3. …siamo rimandi di altra vita dove lo spirito non cede a favole d’amore senza amore, e la carne vuota di memoria percorre facili pendii , la luce senza bellezza non è Luce ma effimera rappresentazione di una fusione senza partecipazione, avere vita prima di donarla è forse più accettabile, qualsiasi altra forma, tranne il mare, è solo percezione di “quota” singola.
    Giuro di non aver bevuto 😛
    Sempre immaginifici i tuoi versi.
    Dolce notte Dora

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    1. non so se stiamo esprimendo lo stesso pensiero
      cioè: il tuo commento dice qualcosa che condivido e trovo importante
      più o meno nel piccolo scritto che leggi dicevo qualcosa di simile, ma forse non arriva, non lo so
      mi hai messo il dubbio rispetto al “vuoto” di cui parlo e che intendo come qualcosa di assolutamente diverso dalla nullificazione dell’esserci. Non siamo mai corporeità (uso adesso questo termine che è più integrale) vuota, tantomeno vuota di memoria; e sin dalla nascita ci portiamo questa realtà vivente, fosse già solo il cromosoma. Ma la memoria da sola non basta: siamo archivi che si riempiono e svuotano continuamente, con una ciclicità senza soluzione di continuità, attraverso l’attività del ricordare che è in sè , ma anche interagente. Questo ciclo del ricordare avviene anche mentre stiamo vivendo, prima ancora di arrivare a una costruzione lineare. E’, forse, il modo, o uno dei modi in cui conosciamo e riconosciamo anche l’amore in noi e in altri da noi. Ed è il modo di preservare come vivente l’amore, se c’è amore, come dici. Questo vale, a mio avviso, non solo per l’amore. Certo è che se non avessimo vita in noi non potremmo donarla perché manco ci sentiremmo d’esistere o, comunque, esisteremmo in una forma di dipendenza. Io dico che bisogna amare se stessi per poter amare davvero gli altri. Non dovremmo mai dimenticare quanto questo sia fondamentale.

      Dolce notte per te, Nico e ogni bene, sempre.

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      1. Cosa importa se alcune volte il noumeno non arriva o arriva trasformato nella sua forma, tutto ha importanza quando riusciamo comunque a trasmettere Bellezza, siamo specchio di noi stessi senza riflesso, la luce illumina solo l’alterità di cui non conosciamo confine perché va oltre il bordo a noi visibile, c’ è sempre “qualcosa” oltre quel bordo percepito, la memoria ci insegna e non nega forse, l’accidentale visione del futuro, resta a noi decidere come usarla, un principio regolatore delle nostre emozioni verso altri oppure come forma di protezione, solo di una cosa possiamo essere sicuri, il pensiero sempre racchiude il contenuto che viene espresso dalle parole, la parola, qualsiasi parola è da sempre strumentodi poesia e i tuoi scritti sono Poesia.

        Buona domenica cara Dora, che la bellezza ti illumini sempre come ora…

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      2. “Io dico che bisogna amare se stessi per poter amare davvero gli altri. Non dovremmo mai dimenticare quanto questo sia fondamentale.”
        Scrivi tu Dora.
        E io non posso che concordare con te aggiungendo che è la vera ‘umiltà’ che può portarci all’amore per noi stessi per aprirci poi a quello verso gli altri.
        Sull’umiltà… ci sarebbe da dire molto.
        Come porci davanti a noi stessi? Con umiltà.
        Pensiero che potrebbe essere sviluppato.
        Io lascio da te le bricioline come Pollicino 😉 🙂

        Un abbraccio, Dora cara
        gb

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        1. ricordo che ne abbiamo parlato anche in altri commenti del rapporto tra amore/umiltà e mi piace come punto di passaggio per altri pensieri, si, che possiamo tornare a sviluppare
          Tienilo appuntato in te come lo tengo io e ci si ritrova su questo
          voglio fare anche una ricerca etimologica sul termine “umiltà”
          abbraccio e bacini
          buona notte 🙂

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          1. lo tengo appuntato in me.
            Non mi sfugge.
            Spero di ritrovare un articolare di uno psicoterapeuta molto interessante.
            Era tardi, era notte e non l”ho fermato.
            Poi anche io farò una ricerca etimologica.
            A ritrovarti, Dora cara

            Luccicheggiamo anche questa notte!
            🙂
            gb

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    1. toglimi una curiosità, Mariluf… parli sempre nei commenti, o quasi sempre di musica… di una tua musica… sei musicista? ovvio puoi anche non rispondere …
      buona notte e grazie dei tuoi passaggi!

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  4. Non ho parole…
    E’ più che bello.

    Mie parole rovinerebbero il tuo Canto.
    Forse dopo…

    Mi hai investito di bellezza con le “tue” gemme vere che sanno ascoltare le vite delle creature che colmano d’amore l’esistenza.

    Mi siedo sulle tue gambe io che cerco…
    “………….perché
    il tuo peso sia il mio e
    possa sentirmi tutti i tempi, che non ho vissuto e che non vivrò, in un unica tregua,”

    Sto dicendo i tuoi versi con “Transfigured Night for String Sextet, Op. 4” che Marzia ha postato… i momenti rapidi veloci, quelli lenti, le note quasi assenti, il silenzio…
    A me sembra più adatto questo lavoro che l’altro al pianoforte.

    Dora cara, un inchino da piccola ballerina per te

    gb

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    1. non rovineresti mai… lo sai, cara
      sei in accordo… sono i flussi che vanno e vengono …
      sorrido tenera immaginandoti la mia piccola ballerina… ❤
      notte serena e di sogni melodiosi…
      a presto
      d.

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      1. la piccola ballerina sulle punte si avvicina a te, altra piccola ballerina sulle punte
        abbiamo scarpine di raso rosa
        siamo tenere entrambe, sì
        la tenerezza… che meraviglia!

        notte dolcissima, Dora cara, con la musica che tu vuoi
        bacini
        gb

        Che bello grande è questo tuo Canto (“minimo” sempre, certo, e… ti sorrido luccicante)

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            1. piace anche a me, Dora, tanto
              la stella ci porterà sull’arcobaleno dei sogni più belli.
              prepariamoci a raggiungere la “luccicosa” con i nostri grandi aquiloni.
              🙂 gb

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  5. Non sono musicista, ma avverto la poesia come musica, come ritmo, come armonia, anche se a volte dissonante. So a malapena leggere le note, con fatica, ma amo la musica, tutta, e ho sempre cantato, anche se con poca voce. Scusami se son ripetitiva. Per me l’universo, gli universi, sono note di un eterno canto… e così l’uomo e la vita. Mi fa piacere leggerti, e ascortare gli echi che risvegli in me… Ciao!

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    1. non sei ripetitiva. Anzi sono io che te l’avevo già chiesto, mi pare, e l’ho dimenticato
      sarà che mi arrivi con sensibilità musicale…
      sono felice di questo risvegliare…
      grata…
      buona serata, Mariluf!

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