stelle (Appunti di vita, 28/09/2016)

[…muro, filo, azzurro, treno, mare, pianoforte, finestra: quale?….]

mi sono apparse di metallo stelle: è

filo spinato nell’azzurro, colmo azzurro. Le acque oltre. Dev’esserci

una vita deportata oltre

fronte, sovresposta, pronta a

combattere, a bordo muro, nature ricongiunte

in crossing over di memorie; non so metafore;

mi sono apparse di metallo stelle: fili di rovo

a bordo muro. Le acque oltre. Oltre:

le schegge, meteoriti di luce, pendolari. Non sono

metafore le sagome vive di trasporto, mi sono apparse,

di scorsa […]

[…]

[…] filo spinato nell’azzurro. Le acque oltre […]

 

 

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27 thoughts on “stelle (Appunti di vita, 28/09/2016)

    1. passavo in un luogo che m’è caro e dove vado spesso
      c’era un cielo azzurrissimo e guardando oltre il muretto ho incrociato il filo spinato e stellato…
      quel filo che lì costeggia tratti di ferrovia… una protezione, se vuoi
      ma mi si è aperta la connessione con altre spine e altre stelle in un rimando tra scenari non tutti belli da ricordare o da saperne l’esistenza

      grazie per il passaggio
      devo tornare appena posso con più calma anche tra le tue pagine…

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    1. nacque da una visione bella nel luogo dove di solito mi pacifico con me stessa tra la ferrovia e i cantieri navali e il mare in seno
      il filo spinato stagliato nell’azzurro non so perché mi fece pensare alle stelle
      forse per le nodature del filo stesso
      poi altre connessioni tra speranze di salvezza, tra sottrazioni, impedimenti alla vita, la storia dell’umano, come la fa l’umano tra tanti eventi che conosciamo e tante situazioni, scenari, dove il filo e non solo il filo, ha una rilevanza non protettiva, anzi…
      dalle stelle di metallo sono andata a pensare, poi, alle scintille del treno quando sttraversa i binari, e alle stelle quelle proprio stelle che di li a poco erano apparse lucenti nel cielo

      non so spiegarmi bene, ma l’associazione tra treno e filo spinato mi ha portato una memoria di documentari storici, foto, testimonianze viventi
      viaggi dove la speranza è difficile e viaggi di speranza cercata. Due viaggi differenti in vagoni spesso sovraffollati

      quel giorno non ho sentito il pianoforte, ma i giorni successivi si: c’è qualcuno ogni tanto che si sente suonare, o ascolta musiche registrate di composizioni al pianoforte?
      da quale finestra viene il suono?
      chi è?

      e niente… anche col pianoforte ho associato ad altre, a come la musica talvolta è stata nella storia dell’umano sopravvivenza o anche condanna, ma pur sempre resistenza

      un po’ di cose sparse, insomma
      sono annotazioni, in fondo…

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      1. grazie, grazie Dora di aver voluto trasformare le tue annotazioni liriche in una sorta di racconto delle tue fasi percettive in un tardo meriggio di autunno, ai bordi tra il mare i binari e segni di confine…me ne hai ricostruito la magia reale effettiva, appunto, non metaforica… sei stata molto cara. Grazie.

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          1. come è compita la sig.ra Dora…la mi scusi per l’eccesso di ringraziamento che non l’era miha tenuta a ripercorrere i suoi momenti di percezione la mi sc(h) usi… comunque le permetto di dire tutto ciò che vuole (se mi sorride)

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      2. ….viviamo impercettibili attimi di pura bellezza quando siamo a metà tra sogno e realtà, vi è poi così tanta differenza tra le emozioni oniriche e quelle reali? penso di no, perché è sempre la nostra appercezione che le rende fruibili indistintamente al cuore e alla mente…
        Salviamo la bellezza di ogni creatura sempre, anche quando crediamo sia ciò che invece non è, perché dietro ad ogni nostro pensiero o azione c’è un’anima
        bella.. la nostra!!
        Buongiorno cara Dora… 🙂

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        1. pura bellezza nel senso di ‘genuina’, la intendo io, anche tra gli eventi più cupi della nostra storia umana: quanto l’uomo scatena fatti duri (vedi le deportazioni varie e non solo quelle).
          non so se sia una dimensione di appercezione onirica quando emergono tra le sinapsi del pensiero certe percezioni, perché comunque percepiamo per realtà, sia pur, associando tra le stratificazioni dello spazio-tempo cose lontane e meno tangibili a cose diverse, ma più tangibili nell’immediatezza del sentire.
          sto dicendo che in alcuni momenti come quello che descrivevo io sento ‘lucidità’, se poi sia a mezzo tra sogno e realtà, non lo so, ma io sento tutto come realtà. Forse perché non credo nemmeno nella scissione tra anima e corpo, ma mi affido ad altre filosofie, pensieri, che vedono la corporeità come qualcosa di integrale e, aggiungo io, anche dopo la vita come la concepiamo.
          credo sia un po’ pesante il mio commento quindi ti darei il buongiorno passando ad altri argomenti
          leggevo ieri nel tuo sito un articolo molto interessante. Ma al di là dell’interesse mi sono chiesta: il Lupo… si vuol fare il pelo biondo? scusa non mi son tenuta, lo sapevo che alla fine la battuta te l’avrei fatta; mica te la prendi? 😀
          detto questo torno al da fare
          grazie del confronto, Nico
          una bella giornata per te

          non mi leggo che t’ho scritto o mi piglio per matta, ah ah

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          1. ..eh si! cara Dora, tutto ciò che è pensabile esiste, e se non è possibile rendere reale un pensiero è soltanrto perchè il concetto espresso trascende le nostre capacità cognitive.
            Dico questo solo per ricollegarmi al tuo scritto, ascolta, molti di noi possono esprimere sensazioni, aspettative, attese, concetti ed anche desideri, tutto lecito, ma se poi a questi pensieri non seguono le azioni non possiamo dire di essere degli incapaci, ciò che blocca la trasformazione di un pensiero in azione dipende soprattutto dalla nostra volonta, ecco quindi che la trascendenza di un pensiero non realizzabile non si trasformerà mai in immanenza, già nell’antichità Plotino era convinto che il “Bene” inteso come pensiero trascendentale è posizionato al di là del tutto, quindi trascende ogni pensiero oltrepassando qualsiasi “stato” reale o ideale per passare ad un grado superiore.
            Superare il “se ipsum” o meglio dire il “noi stessi” per avere quella visione oltre “noi” che ci permetta di trasformare un pensiero “irrealizzabile” in qualcosa di tangile e concreto.
            Il “Bene” si opera prima con il pensiero e poi con le azioni, mai l’inverso perché altrimenti sarebbe opportunismo o trasformismo.

            Non so se quello che ho scritto sia pertinente con ciò che hai voluto rappresentatre con il tuo articolo, ma è quello che mi è venuto in mente leggendoti, insomma, hai stimolato per bene le mie sinapsi nella creazione di questo mio commento.

            Ultimamente avrai notato una particolare stanchezza nei miei commenti dovuta al fatto che non ho più stimoli se leggo di quanto qualunquismo siamo circondati, me ne sono accorto in queste ultime settimane girando per vari blog, togliendo alcuni blog di nostri amici comuni, in nessuno degli altri ho trovato dei commenti capaci di interessarmi, mi sto rendendo conto che pian piano stiamo per essere inglobati dal Pensiero di “massa” dove le poche Unicità come noi saranno uniformate ben presto al “mucchio”.
            Tenere quindi i denti stretti per continuare ad essere creature “libere” da qualsiasi condizionamento resta un imperativo assoluto, tu lo sai perchè ne abbiamo parlato tante volte, la vera bellezza è quella espressa dal’Unicità di ognuno di noi.

            No, caso mai il Lupo inizia ad avere il pelo bianco (come nella foto), che dovrebbe essere un indice di saggezza, ma non per me finché non metterrò la “testa a posto”…… 😀 😀 😀

            Grazie di cuore per il tuo stimolante commento, da quanto ho potuto vedere siete ancora in pochi a scrivere qualcosa di interesante e a dare disponibilità per un confronto vero.
            Sera bella per te, cara amica….

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            1. nell’omologazione che si vorrebbe, che alcuni usano come arma di falso potere, ciò che mi fa spavento è la confusione che ne viene per molte persone. Te lo dico a seguito del confronto l’anno scorso con i miei allievi a scuola. Il punto duro e importantissimo era proprio portare ognuno ad avere il senso delle proprie potenzialità autonome di cognizione e azione. La libertà, anche quella, discorso su cui tante volte ci siamo soffermati tra noi blogger e ci si può tornare. Credo in questi tempi l’umano sia talvolta prigioniero della sua stessa libertà. Questo è molto interessante e ci si dovrebbe lavorare molto su in ogni campo

              mi fermo a tali spunti stamattina perché il discorso sarebbe ampio e la stanchezza ogni tanto mi piglia e sono poco presente nei commenti fuori dal mio spazio

              buon sabato, Nico
              Rinuciamo, dunque, al vederti biondo 🙂

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  1. Visioni molto belle che si incrociano con qualcosa di drrammatico.
    E’ la vita dell’uomo.
    E tu hai un senso alto della civiltà.
    Le tue immagini sempre molto vive.
    Io le vedo e le sento in me.
    No, non sono “metafore le sagome vive di trasporto”, no.
    Un pianoforte suona e fa pensare a tutti i “ruoli” della musica nella storia di noi uomini.
    A me hai fatto venire in mente la musica nei lager, a Terezin…
    Allora ho alzato gli occhi e ho guardato le stelle, quelle luccicose

    Grande “minima” Dora cara

    gb

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    1. si… sulla musica hai colto uno dei miei pensieri…
      anche qui è sereno stanotte, ma con le luci stradali non riesco a vedere il cielo come lo vedo da altre zone cittadine
      Sia luccicante, allora, la tua notte
      io sognerò la luccicanza 🙂

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      1. Questo pensiero, quello sulla musica, è collegabile ad altri tuoi pensieri che ho colto, che hanno un qualcosa di comune fra loro…

        C’è la vita ancora nel tuo Canto con tutte le sue contraddizioni.

        Sì, sogniamo la luccicanza, amica mia
        Poi andremo dove questa è così lucente da lasciare senza fiato
        Un giorno lo faremo
        Ore serene, Dora cara 🙂
        gb

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        1. Una chitarra suona una serenata all’innamorata
          Un’orchestrina accompagna un deportato all’impiccagione
          Il filo serve per tenere in senso positivo, per custodire
          Il filo serve per tenere chiusi in un posto tremendo e diviene spinato allora
          Il cielo azzurro resta…

          gb
          Ecco quello che sento, Dora, leggendo i tuoi versi.

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          1. pensavo e sentivo comunque musiche di vita…
            restiamo legate a quelle… che ne dici?
            speriamo nell’energia della musica? si?
            con questo pensiero vado a riposare e auguro un bel riposo anche a te, cara
            ti mando un bacino 🙂

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            1. anche io sentivo musiche di vita, oh sì
              infatti ho scritto come chiusa “Il cielo azzurro resta…”
              certo, restiamo legati alla vita.
              c’era un forte incitamento a questo essere legati alla vita nei miei “commenti”.
              e l’energia della musica è così grande che…

              prendo il tuo bacino e te ne invio uno mio
              a ritrovarci, Dora cara
              gb 🙂

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  2. “oltre fronte” dice la lotta e la sua fine, il proteggersi e l’esporsi, la perdita e la vincita, il vissuto e la visione… E’ immerso in versi che hanno attraversato un male divenendo carezze.

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    1. ….proteggersi..esporsi… qui viventi… pur custodi di vite altrove… storie…
      si…
      carezza è cura nel preservare la vita, le vite, anche nel male generato dall’umano… oltre mura d’oblio…
      preziosa sempre sei…
      grazie e buon sabato, T …

      Liked by 1 persona

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