Fa notizia

Popolare [voce del verbo] la vita, popolare,

 

“la cultura uccide”, fa notizia, prende corpo, me l’ha detto

uno coi piedi di piombo, nella cassa di cemento disarmato,

la sabbia negli occhi, i vetri rotti sulla lingua,

i fuochi pronti per dicembre, me l’ha detto

sotto banco, cerca un anfratto, una fogna libera

per scatenare il falso; non è vero, fatti un anfratto scuro,

tieniti il puzzo e stacci muto, “la cultura uccide”, è sporca,

scava la fossa, contamina, tu hai occhi lustri che

insorgono dove li posi, senza posa, mettiti in posa, fatti

statua,  polvere a vuoto, cionca cecato, cionca, Pilato,

Cristo mio, quanto sangue infedele al basalto d’omerta.

Non dirmi, non scrivermi: non t’avevo avvertito.

 

La cultura […] popolare

[…] quale […]?

 

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12 thoughts on “Fa notizia

    1. c’è la cultura che semina cognizione, che informa, e anche nel proprio sangue versato non ingoia la parola vera, la denuncia. C’è la cultura (o c’era una volta) dell’omertà, o dei rituali delle messe a tacere… del timore d’uomo…
      Un pensiero mio, questo scritto, piccolino, oggi, a tutti coloro che fanno informazione, notizia, come si dovrebbe…

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          1. Direi di sì, ma deriva da un’errata concezione della cultura: è quella che preferisce ignorare, sopprimere, scordare.
            Per questo mi fa uno strano effetto associare a quell’atteggiamento la parola “cultura”: perché il termine mi fa venire in mente qualcosa di positivo.

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  1. Già, quale cultura e quale popolo… io penso sempre all’Avanti popolo! Ad un popolo che non è plebe ma ha coscienza di poter migliorare l’esistenza propria e degli altri. Con la forza della cultura (saggezza) popolare, quella della conoscenza del lavoro e dei mestieri, della terra e delle coltivazioni, del rispetto tra generazioni. Del riconoscimento del valore dello studio e della conoscenza per migliorare il mondo però, non per accaparrarsene un pezzo più grande… ma le culture, giustamente, sono purtroppo anche quelle tribali e oppressive, quelle del clan, le culture di morte… e i popoli sono tanti, anche se io credo che in fondo le aspirazioni sono uguali in tutto il mondo… l’aspirazione alla felicità. Cultura per il popolo, lo intendo come una crescita di tutta la società, non elitaria ma diffusa, azioni pedagogiche continue, per l’emancipazione. Ma in un’epoca in cui si conta se si consuma, importa davvero far crescere? Certo che e’ un argomento su cui discutere molto…

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    1. si, Giorgio, ‘popolare’ in quel senso, questi sensi che dici
      e l’informazione, che è connessa alla cultura, quella solida e quella da fare, ha una gran responsabilità in questo, nello stimolo alla coscienza…
      quanti hanno parlato, hanno cercato di esporre la verità, e ci hanno rimesso la vita? e quanti ci sparano falsità e ci mangiano su quelle falsità pur d far notizia, o per oscurare i fatti?
      La mia riflessione parte oggi dalla mia città, ma come tu osservi, lo sguardo si estende a: le culture, i popoli, …

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  2. Ho sempre avuto l’orticaria ascoltando l’espressione “cultura popolare” (mi fa venire in mente la poltiglia Mediaset per esempio) Poi si, la cultura può uccidere in tanti modi se non s’accompagna a senso fraterno dell’appartenenza, ma costruisce muri e non ponti…ah se arretrassimo all’origine dell’Unica Madre se ne cogliessimo il misterioso gene che è in tutti noi… è questo il senso del sacro è forse l’origine dell’idea di cultura stessa…tu ti riferisci, ovvio alla manipolazione del sapere , l’orrido fango che ci contamina il cuore e le menti…capisco.

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    1. l’informazione deve diventare popolare… e la cultura è connessa all’informazione
      ho espresso un pensiero che partiva dal fatto che oggi a Napoli si ricorda l’omicidio di Siani, anche se pensavo a quanti giornalisti fanno il loro mestiere e a quanti non lo fanno o non lo vogliono fare… e questo in ogni parte del mondo
      lo scritto è intessuto di voci
      anche le voci di chi cerca di intimorire, anche le voci di minaccia
      ma io sostengo quella cultura, si, che dici, che ha il senso dell’origine collettiva, così come quella cultura che si fa, giorno per giorno

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  3. penso che a Napoli si senta forte questo problema di cui tu parli, ancora più che in altre parti d’Italia.L’omertà..la sopraffazione.. e l’informazione che informa a modo suo… E’ un tema spinoso su cui ci sarebbe molto da dire..e da fare. Buonanotte mia cara Dora 🙂 a domani

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