Tagli (95). la sicurezza dei lombi

(suggerimento: tre creature, prossime, tra creature, se l’universo avviene: tra…)

 

[…]

faccia a faccia, siamo,

nelle mani la sicurezza dei tuoi

lombi, terra di lavoro, il sodo

delle natiche, frutti di

saggezza, la pompa d’acque

spiove purezze augurali, dal

bacino agro concimato a sudore

un piedino spinge, sale, poliposa

scimmietta, sulla tua spalla migliore

d’osso scarno secolare, allunga il collo,

giraffa infinita, all’aria musco(lo)sa di

profumo verde, ruggisce, blu notte,

leone di scogliera, spumeggiante estensione

delle tue ali in posa, prima di

slancio, mani s’umano, verso orizzonte di

frontiera, rovescia il capo, proboscidale al

vento, cieco di sole, ridendo, rovescia il capo

 

al riso, nitrito d’amore; rovescio il capo

al corno, nutrita […] Nelle mani

la sicurezza dei lombi, terra di […]

[…] un piedino spinge […]

[…]

 

 

 

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19 thoughts on “Tagli (95). la sicurezza dei lombi

    1. ho visto come due persone faccia e faccia e un bambino che fa questa scalata lungo la schiena di una delle due persone quasi trasformandosi in altre creature
      tutto immerso in uno spazio, si, naturale, terra, sensi di vite, di cui nulla saprei dirti, ma m’è venuta così
      posso farti una domanda: perché ogni volta uno dovrebbe sciogliere quella che tu chiami ‘visioni’, quando accade, come in questo caso, che anche per me sono tanto nitide quanto libere da identità?

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      1. infatti no, non devi scioglierle..e anche io , da lettore, ho provato più gusto a non decifrare, ma a lasciarmi andare a ciò che avvertivo e, ti dirò, non avvertivo lontano da ciò che racconti…spero di averti risposto

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                    1. No NO NO! Anzi…sai ieri sera vedevo un gran bel film di Franz Kapra “Orizzonte perduto”…un vero capolavoro sul tema dell’Utopia che tutti ci portiamo dentro…tra le nevi del Tibet un Nuovo mondo…un tema trattato già ma il tocco di Kapra lo trasforma in un apologo sul sogno umano di giustizia e convivenza…proprio bello.

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  1. Bello questo canto che inneggia alla nostra terra ” la sicurezza dei tuoi lombi, terra di lavoro, il sodo

    delle natiche, frutti di saggezza, “. e la timida scimmietta che timida si affaccia impaurita a guardare cosa succederà. Non è un bel vedere quel che sta succedendo…ecco quel che penso, mia cara Dora. Bello e forte questo tuo componimento… ti abbraccio

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