Annotazione 1 sulla Corporeità della scrittura

non lo so. non so quante cose vedo diversamente da ciò che scrissi in questa nota; io che non trovo mai un punto davvero fermo che mi faccia idea, idee. Dove e come nasce la parola quando la scriviamo… con il suo proprio corpo, con la sua sonorità, con tutto quello che la fa parola… questione aperta…

Erospea

“la scrittura come illusione. ci penso. stamattina. sempre. l’illusione che la parola e i suoi interstizi senza logica, che la parola come proteica della mia carne (non ho detto prometeica) possa richiamare la realtà tangibile dell’alterità. Ma la parola resta desiderio, mancanza incolmabile, finché resta parola; e la parola scritta abbandona il corpo stesso che la scrive (in ascolto d’altri corpi oltre il suo), supera il confine d’ogni appartenenza e giace ai tuoi piedi, davanti alle tue mani (bacini di nulla), come ramo divelto, muto, che non guardi attonita e non sai più accarezzare per paura d’infrangerlo ancora. Immaginazione, si dice, Realtà, si dice, il Sogno, poi, si dice: con tutte le sue declinazioni di mezzo. Mi disinteresso al sogno, troppo precario, troppo propenso ad ammalarmi d’horror vacui, o d’amor vacui. Quando conoscerò la differenza che passa, l’abisso incolmabile e insanabile, tra scrittura e realtà, forse vivrò meglio, ma avrò perso la…

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