Nottetempo (Appunti: quando il sole tramontò fuoco nella torre di pietra)

[…] dolore, scoprirsi prossimi, a pubi affini,

focolai vivi, in culle diverse, stanziati a salve

in differenti percezioni dell’esistere: amore

prigionia, libertà. No, no, no no no:

non piangere bambino col pisellino a

muso storto per il giocattolo rotto

da un lancio d’attenzione. Guardami,

che bocca grande, porta d’avorio,

guardami ridere, dove tu non vedi, si si,

con gli stessi occhi, che vedo io, col fiocco in gola

d’un affetto velenoso a ogni giro nel gorgo di

munifiche sirene […] sileno scalzo ti vorrei

suonare, suonato, nel prato stesi, irti, irsuti

d’arabeschi, vers’il cielo ch’onda al fondo non

contiene, creste rosa vaporando, aria salubre in

respiri di selvatica fattura […] “tutti quegli amori, che

s’incontrano un istante per

non incontrarsi, mai: dove

tramonta il sole ritorni d’albe […]”

[…]

Schiuse le gambe,

piumate, di sole,

com’ali, al fondo

torre, fuocante scorre

l’abisso giorno, tra

le secrete stanze, di [*battente]

battente* luce; becca

di grani la pioggia,

fertile, ispida fonte

a rivoli neri, cocenti

sull’orlo fossato

melmoso […]

 

Gracida in petto

nudità notturna,

gambe com’ali,

protetto il capo, rapace

d’uccellino annidato

ad arpa di pube […]

 

dolore, scoprirsi,

nottetempo […]

 

 

 

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15 thoughts on “Nottetempo (Appunti: quando il sole tramontò fuoco nella torre di pietra)

      1. Il trucco sta nell’essere pronti a cogliere e godersi questi momenti…
        A me capita di notte vedere qui passare gli aerei diretti chissà dove o i satelliti artificiali.
        E penso alle vite che passano sulla mia testa e ad altri mondi che mai conoscerò.
        Notte serena Dora

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        1. si… capita anche a me… anche guardando le navi in lontananza… o quando mi chiedo se in un’altra parte del mondo qualcuno sta facendo la mia stessa cosa, o chissà…
          Notte notte, Marzia
          Grazie

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  1. Il rosso torna prepotente, con venature cremisi) in questi tuoi ultimi componimenti. Rifrazioni di luce accecante dove immaginifiche memorie ti figurano amori solo sfiorati o forse sfioriti (dietro le finestre della superficie abbagliante)…memorie di infanzia e di molte infanzie quando tutto era possibile…e quel possibile, con venature di rosso onirico ti ritorna nelle notti …questo mi arriva…ed è cantato rosso fuoco nei tuoi versi

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    1. Cremisi venne dalle rose nere
      Mi chiesi cosa accadesse in posti lontani da me mentre scrivevo d autunno
      Poi cremisi a me sembrano anche dei passaggi d uve
      Le stesse more adesso

      Da lì girai intorno al rosso, si

      Ma quello che dici sugli amori sfiorati o sfioriti non è propriamente nella mia intenzione. Erano comunque situazioni poetiche spersonalizzate, incarnate in figure. In questo che leggi c era anche un pensiero a chissà come ha vissuto quei giorni in questo luogo il giovane che ti raccontai tempo fa
      Poi ho pensato chissà quante persone sono passate per quell edificio abbandonato
      Sembrava infuocarsi
      Non feci foto
      Ma era particolarissimo
      Buona notte franz. Io sono gia a letto
      Passavo e lessi commento

      Liked by 1 persona

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