A siero dolce (Appunti)

[…] m’impasti di labbro

smangiucchiate parole

su pelle cifrata a respiri balbettanti

nella scia del trasloco d’ombra di carne

su erta di carne, altorilievo vitreo gli umori

bollenti, rovesciano l’organico addossato a

eruzioni d’esteriorità: intima m’annusi, in curve

fluide presa, mi fili resina, tra i polpastrelli, gittata

per esplosive, incontinenti, densità animali, oltre

membrane, sacche di corpo, cellule, viviscenze d’onda,

picchiettati a rintocchi di luce, la luce del giorno

notturno d’accoglienze tra le persiane degli occhi,

salati, brucianti nel bagnasciuga d’irrefrenabile

visione […]

[…]

ed è quiete, riposano

le viscere, sovrapelle rilasciate a

flussi tiepidi di cuore spalmato

su guance di rosa; da spine alghe i

capelli spioventi tra i piccoli monti

scorticati, solitari ora alla luce calma

di metafisica tensione; medusa dalla

conca fonda, a siero dolce, respira

docile l’eco molle della burrasca:

 

una mano a conchiglia l’assorbe

tra rimandi universali d’infinito

 

 

 

 

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26 thoughts on “A siero dolce (Appunti)

      1. per questo ho riportato proprio i tuoi versi finali
        sì, in quel silenzio per ascoltare la bellezza del “tutto”

        buona serata, bella cara Dora
        :*
        gb
        piccola forte ribelle birichina dolce profonda Dora… unica Dora

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        1. l’avevo colto, infatti… e ne sono stata felice: sorridevo leggendo che avevi sottolineato proprio i due versi finali, bella che sei :*
          e sorrido adesso per il birichina (parola che usavo da piccina, mi piaceva molto)

          anche tu sei birichina, lo sai? 😛

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    1. è una cosa che ho scritto in parte ieri in bici. Poi stamattina. E’ un tempo non solo serale, ma complesso, partito come diurno, a dire il vero, ma come gradualmente esposto a cambiamenti di luce e metamorfosi di queste creature
      si come una magia appare, ma senza trucchi, quello è il bello

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  1. “la luce del giorno

    notturno d’accoglienze tra le persiane degli occhi,

    salati, brucianti nel bagnasciuga d’irrefrenabile

    visione […]”

    In.canto raro.

    Ti abbraccio, Dora cara
    gb

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  2. Mi piace l’erotismo che si intravede tra queste sponde… adoro la chiusa…

    Quando una poesia mi piace mi lascia la fame, una fame senza sazietà… un po’ come il desiderio quando lo si vive appieno. Godi di ciò che prendi ma ne vorresti ancora, e allora quel che resta è quella fame che non è tormento, ma desiderio rinnovato…
    Mi hai regalato attimi di immenso piacere…

    Su questi versi tornerò, ancora e ancora… per avere più fame!

    “Oggi è sempre ancora…”
    Antonio Machado

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