un pane cotto all’or del sole

[…]

“[…]

demolite, nella città svenuta, a

soffi forti, battenti di petto,

tutti gli archi, tutti i templi

che

costruiste per me, impastate

d’ogni pietra sgranita un

pane cotto all’oro del sole,

edificate case nomadi di pelle, il

sacro d’onnicorpo, l’albero vivo,

il ceppo morto, le rocce umide,

i fiori scalzi, scappucciati, notturni

sgranate, a rosari di stelle

spinate

sulle schiene curve dei vecchi,

baciate

sugli occhi dei vostri figli ed altrui

come anelli che v’abbracciano

satelliti d’amore intorno ai letti

disfatti dalle orrende favole

del giorno, le realtà magnifiche

innocenti dell’oscurità. Pregate

 

ai vostri amanti il giglio

chiaro

nella sua voglia d’amare

 

Non esisto che in voi,

in voi resisto, non io,

ogni pietra sgranita

un pane cotto

all’or del sole”

[…]

 

(agosto 2016)

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53 risposte a "un pane cotto all’or del sole"

                    1. ricordi versi di Reginella? “Uè cardi’ a che aspiette stasera?/ Nun o’ vvi’ c’aggio aperto ‘a caiola/ Reginella è volata e tu vola/ vola e canta nun chiagnere cchiu'”…bellissimi, vero?

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                    2. infatti ti dissi, nel gioco, che l’ho aperta…”vola e canta e nun chiagnere cchiu'” ho detto al cardellino liberato e felice…la caiole son fatte per essere aperte e dare libertà…ed io voglio volare e cantare e non piangere più come l’amato cardellino…poi sopportato un uccellino in gabbia gli aprirei subito lo sportellino e lo lascerei volare libero…questo dicevo e mi son sorpreso che il pensiero ti soffocasse…ok…scusa…sarà la stanchezza e nascono equivoci.

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                    3. ma rileggi: era chiaro a cosa mi riferissi, o mi sembrava lo fosse.
                      preferisco restare nella poesia, esprimermi così, perché per quanto piccolina mi leva l’impiccio della comunicazione lineare. Forse è l’unico modo in cui davvero riesco a parlare, ormai. Ma può essere una mia illusione.
                      comunque mi dispiace. Non volevo dire quello che hai pensato
                      equivoco sciolto
                      fai bei sogni, franz
                      e piu sereno spero…

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                    4. è un paio di giorni che ritrovo un po’ di serenità…poca poca…scusami …ma sono sereno…son io che parlo e parlo e tu è un po’ che mi dici che sei stanca…scusami e se ti sembra poco pertinente al tuo componimento cancella sta chiacchierata. è un piccolo equivoco nostro…notte

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                    5. mi sembra che non ci siamo chiariti, che l’equivoco non sia sciolto. Me ne duole.
                      sono stanca perché ho giornate piene, ma mi mancano tante piccole cose. Tutto qui. si cancellerei l’equivoco se non ti dispiace. Ma lo cancellerei proprio da ogni dove. Fammi un sorriso, per favore

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                    6. cancella per favore…sai perché soffro di ornitofobia? perché quand’ero piccolo un cacciatore sparò a un uccellino e questo mi cadde in testa…piansi senza prendere fiato per ore a occhi sgranati…figurati se posso alludere a gabbiette che li tengano prigionieri…se tu sei cattiva io sono un mostro della più oscura delle lagune fangose…bacio bacio

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  1. leggere le tue parole…i tuoi pensieri… con la musica del mio blog in sottofondo, fa uno strano effetto. E’ come se il tempo si dilatasse e tutto divenisse mistico e leggero. E’ come vedere un film al rallentatore e al tempo stesso recitare una preghiera… una prece che viene dritta dal cuore.. non sai quanto mi piace! Più ti conosco Dora e più mi emozioni. Grazie 🙂

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        1. si, la rimandavo già a mente e m’è arrivato immediato la sensazione…
          tra l’altro io mi rileggo raro ed è una spinta particolare a farlo in questo modo, un bell’esperimento…
          ecco…

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          1. trovo che stimoli la fantasia.. Io sento molto la musica.

            La musique souvent me prend comme une mer!
            Vers ma pâle étoile,
            Sous un plafond de brume ou dans un vaste éther,
            Je mets à la voile;
            La poitrine en avant et les poumons gonflés
            Comme de la toile
            J’escalade le dos des flots amoncelés
            Que la nuit me voile;
            Je sens vibrer en moi toutes les passions
            D’un vaisseau qui souffre;
            Le bon vent, la tempête et ses convulsions
            Sur l’immense gouffre
            Me bercent. D’autres fois, calme plat, grand miroir
            De mon désespoir!

            Charles Baudelaire

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                    1. nemmeno io so il francese, ma quello che non so me lo immagino 🙂 Ho passato molto tempo e molte serate a leggere quelle poesie..e poi alla fine ne scrissi tante anch’io, ora le custodisco nel mio cuore (e nell’archivio del mio HD dopo che le tolsi dal blog 🙂 )

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                    2. Ad ascoltar le stelle

                      Ecco, puntuale giunge l’ora della sera

                      e inesorabile cala dall’alto il manto scuro.

                      Il buio sipario chiude la scena di un giorno come tanti.

                      La mia mente riconcorre ancora ciò che spera e vuole

                      ma poi indugia e infin si placa esausta ad ascoltar le stelle.

                      Alidada

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                    3. malinconica… si.. sei proprio una creatura malinconica e sensibile alla bellezza della natura a cui affidarsi cercando che dal cosmo venga la risposta ai nostri desideri
                      Notte, carissima
                      ci riacchiappiamo 🙂

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                    4. Sei molto perspicace mia cara Dora. Complimenti. Sono proprio così nella mia intima essenza. Anni fa qualcuno mi disse che ero proprio come il mio avatar , con le stelle tra i capelli…nel mio spicchio di cielo. ci… riacchiappiamo di sicuro, puoi starne certa..ci siamo sintonizzate 🙂

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  2. Splendido “un pane cotto all’or del sole” ❤
    Ora sono stanca per altre mie parole, ma… non troppo stanca per cogliere.

    Che tu possa dormire nella Bellezza, Dora cara
    :*
    a
    A ritrovarci, sì.

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