sgraziata

ogni tanto, ve ne sarete accorti, sto rieditando qualche scritto dell’anno scorso corrispondente alla data del giorno presente. Non lo farò a lungo. Giusto con la curiosità di tornare ai primi articoli e capire come son cambiata nella scrittura; ma, soprattutto, come aiuto per me a superare la paura che ogni giorno ho di lasciare questo spazio vuoto, mentre sento mancarmi le parole. Poi scrivo… e va bene… è un ‘miracolare’ che non comprenderò mai

Erospea

il ricordo del presente. l’impressione che non tiene: senza tocco. la sabbia muta.

la permanenza nonostante. la gioia muta: resa al mozzo del respiro, sgraziato.

ho messo un segno sopra al tesoro per scancellarlo, senza dimenticare. una

croce senza nome, scollando il nome dal corpo che mi porto. un “dono”.

Non credi, lo so, all’occhio bagnato: troppo importante per se stesso.

hai mai visto una donna gettare perle al mare: non infilare la collana?

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14 thoughts on “sgraziata

  1. Ciao Dora! Molto bello questo tuo scritto, ha una sua atmosfera molto calma, chiara… E dice tutto quello che deve dire su un momento vissuto che si disperde nei riferimenti.
    Apprezzo molto la tua capacità di non lasciare mai il tuo spazio vuoto… A me serve ispirazione, una visione molto particolare, e non ogni giorno la trovo… Tu come ti poni di fronte al foglio bianco invece? 🙂

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    1. a me aiuta molto il fatto di appuntare pensieri, sensazioni, altro, anche quando penso che non mi torneranno in scrittura. Mi capita che, invece, tornano. A volte tessuti tra loro e con nuovi stimoli.
      Però, si, può capitare spesso di trovarsi di fronte al foglio bianco, sentire un impulso a scrivere, ma non trovare l’ispirazione, nel senso di non identificarla. In tal caso o lascio stare e mi affido all’andamento della giornata, o provo a pensare a una frase chiave, ad esempio, e comincio a sentire se mi suona dentro qualcosa, se segue un’altra parola, un pensiero, un’immagine, e non so… a volte mi viene così. Ho imparato negli anni che è, sì, importante non forzare la scrittura, attendere la cosiddetta ispirazione, ma può essere interessante non rinunciare al fatto che mettersi a scrivere potrebbe portare a farlo davvero, anche quando l’ispirazione sembrerebbe non esserci.
      Potrei dirti tante altre cose su come va la scrittura, ma penso in parte ho risposto alla tua domanda. Si è interessante confrontarsi su questo. Ti ringrazio per aver lanciato l’argomento.
      Si, capisco cosa dici rispetto alla ‘visione’ e si avverte chiaramente nella tua scrittura
      Ma ti è mai capitato di trovarti di fronte al foglio bianco senza ispirazione e cominciare a scrivere?
      buona giornata 🙂

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      1. Grazie mille a te per aver condiviso la tua esperienza! Credo che appuntarsi frasi o partire da particolari sia la via giusta 🙂 spesso anche io faccio così, ma sono sempre come intuizioni, e parte il mio viaggio… Magari di fronte ad un panorama, ad un pensiero… A volte scrivo pezzi che poi scarto, sono come la preparazione di un tema per me, danno un’idea che poi pian piano, anche in 3-4 volte poi si raffina. Solo allora pubblico.
        A volte sì, ho iniziato dal nulla qualcosa, così, ma non riesco sempre, a volte sono solo idee che frullano in testa, emozioni non ancora “pronte”
        Proverò a studiare più sui frammenti o i pezzi che a volte “scarto” a volte aiuta, e magri riuscirò ad avere più spesso idee che mi danno il giusto senso!
        Buona serata a te! E grazie ancora per esser stata così chiara e gentile 🙂

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  2. io credo, cari, che la lotta con il foglio sia la sfida ad aprire percezioni inattese, un po’ il rapporto del pittore con la tela…la stessa resistenza del materiale guida i meccanismi percettivi, ti spinge ad “invenire” suoni inattesi e a metterli alla prova…e quei suoni, quasi per empatia chiamano altri suoni e si fanno eco, assonanza, richiamo iniziatico e viaggi tra la tua e l’altre scritture che vissero la stessa sfida….in quanto allo scritto di oggi, Dora, valeva la pena rieditarlo…si cammini e muti , ma c’è di fondo, appunto, la sfida che dicevo, anche per cercare la difficile distanza tra il tuo sentire immediato e la scrittura finale.

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            1. nella vita, infatti, ci sono tante cose, anche incomprensibili, ed entrano nella scrittura non, forse, per essere meglio comprese, ma per poterle osservare a un passo di distanza, e questo può essere importante, non so

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