Quando mi dissero che l’avevi fatto

[…] quando mi dissero che l’avevi fatto

non so come capii che eri tu. Ogni giorno

m’auguro, d’essere in fallo, di vederti passare, estranea, con

l’amico di sempre. Vorrei chiedere, ma

non chiedo, e pregare mi fa impietosa: alla morte

altrui (se fossi in fallo) e: non tu. Allora non prego, quasi canto

le canzoni che m’invento, proprio le mie, ché mai ascoltai

proprio le tue; quelle che, un sol passo, insieme, mi dicesti

scrivevi tu. Ci vuol coraggio a mangiar la coda dell’

ultima

composizione? Vorrei chiedere, ma, non chiedo, risponderesti (a me)?

Saperlo come? Quando

 

mi dissero che l’avevi fatto […] cosa

diresti tu?

[…]

 

 

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8 thoughts on “Quando mi dissero che l’avevi fatto

    1. penso che nella vita di ognuno ci siano sentimenti diversi che si avvicendano, talvolta si mescolano o richiamano tra loro. Scrivendo mi viene di lasciarli andare, si.
      Guarderò in serata il tuo spazio e, magari, ti lascio un commento sulle mie impressioni 🙂
      grazie a te! buona giornata

      Mi piace

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