la storia

molti pensieri (come li rivolgevo a me stessa, si) non li penso oggi nello stesso modo; per niente; ma c’è qualcosa su cui torno a riflettere, muta tra i miei fondali e la mia epidermide, perciò recupero questa nota. Poi il fiore tra le mani mi commuove sempre. Per il ‘fiore’… e per le mani. Non solo mani.

Erospea

pensare per estroversione. fare una maschera al male che hai di dentro. (o alla gioia, perché no?). dargli una possibilità di trasformazione. ma non basta l'inganno della forma. se la superficie è senza magma. recupera la memoria o perdila per sempre. Se la Storia ha di logica ciò che il corpo non contiene, ma la mente 'pretende', sia 'a posteriori', non l'escludo. Affidarsi alla mutazione, flusso, spiazzamento della frattura. Affidarsi al cielo giallo; al ventre gonfio; alla luna che muore e risorge nello stesso tempo; al mare paonazzo; all'asfalto di pioggia in pieno sole, effetto magnifico d'inganno, o percezione per sinapsi..; affidarsi all'epidermide: di carta crespa, meravigliata nel fiore, tra le mani d'un bambino, di una donna innamorata, di una madre, d'un uomo, un figlio, un nonno, una qualunque, perché no? la delicatezza. la gentilezza. "Amo il fiore che non colsi/per la vita che gli resta addosso". So che smetterò di scrivere…

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