Tagli (91). Calice tana [Appunti di religione, 15-08-2016]

[…] abbiamo spartito

il pane nel tempio

fuori dal tempio non

moltiplica la rivolta

ugual mente

di singoli corpi,

non rivolta, no, i

corpi viscerale sostanza […]

[…]

manifestami libero fronte

sconcerto oracolato su

lenzuolo commensale

imbevuti a sangue d’uva sessi spiriti

d’acqua impura […] : non distilla rivoluzione

motti perbene con facce di farsa uniforme

[…]

calice tana feci d’evangelico verbo,

sconsacrazione d’un dio descritto,

fame viandante su bordi di cenere

[…]

un fuoco sul sacro, stilo slegato a genesi

mortale concepì creato di genesi mortale;

l’eterno: un battito trasmesso […]

predica la fame e la sua rivalsa,

predica la sete a sputi d’argilla,

fra le mani, tagliate, da fatica dei

giorni, sudati a fonte, unico arco

di sole luce il costato e

le sue religioni cantate a mea culpa

nascere povero di libero stato, libero

sono e […] spartimmo il pane di pani

nel tempio

abbandonato, un dio di pochi,

solitudini di rivolta […]

calice tana feci, evangelico

verbo, calice tana

feci, fame di verbo

viandante

[…]

 

 

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8 thoughts on “Tagli (91). Calice tana [Appunti di religione, 15-08-2016]

    1. si, non te lo so spiegare bene perché sono comunque appunti, ma… riflettevo su tante cose relative alla religione e tante ne mandavo a mente. Il titolo, diciamolo così, ruota intorno a un certo bisogno di rintanare, quasi a proteggere, un senso religioso (e del comunicare questo senso, trasmettere), da tante manifestazioni che lo portano fuori dal tempio che intendo come corpo, anche e in un senso di viaggio, ma pure di raccoglimento tra persone creature, e quindi un tempio ovunque, non un luogo chiuso, ma raccolto per sentire. Forse è sempre la mia ricerca istintiva di una essenzialità naturale, non so come esprimermi, ma anche il bisogno di una parola/azione (azione non va bene come termine…non me ne vengono ora altri), rituale nella ricerca, mai nell’apparenza
      non so se mi spiego
      viandante è una cosa su cui tornare…

      scusa la sgrammaticatura del commento, ma ci sta…

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  1. L’eterno come un battito trasmesso… Davvero una figura geniale!
    E poi quel “nascere povero di libero stato” è un problema, a quanto credo io, che tocca molte persone, ma che in verità non dovrebbe esistere… Chi ci ha tolto questo stato?
    Rifletterò ancora a fondo su questo scritto, la religione ha sempre molto da mostrare sull’uomo…

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    1. si, in realtà anch’io ci rifletto ancora. I “Tagli” come li chiamo io sono molto aperti e quindi anche passaggi di riflessione
      La religione, o le religioni, un territorio delicato quanto importante nella vita di molti. C’è, io credo, un dialogo talvolta tra una religiosità culturalmente consolidata, e una religiosità molto personale, un senso o sentimento del sacro tutto da scoprire…

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