Cos’hai

[…]

“Cos’hai da guardare”, tu che passi qui, cos’hai

da guardare?; ho le serranda a mezz’asta, l’insegna

rovesciata, il capo pure, cosa vuol dire

essere uomini, cosa vuol dire

esserci;

ho certe notti di guerra

sui litorali profilati del corpo, taglio

misure su misure, conto i passi alle mie

spalle, ossequiosa alle

ombre dei morti, e dei vivi, cos’hai da guardare, le

ombre dei vivi che mi perseguitano nella pace

dei morti. Le ossa scrivono trasparenze

di giusto verso, muro a muro, sullo sterno

elettrico, antenna fiera di luce, petto a cui il sole

si nasconde, nel buio intimidito, dietro

la luna, mi porta

l’anello in cielo, promessa di volo se

 

ne avrò da alzare le palpebre

pure domani, con le serrande a

mezz’asta; ma ho visto un albero,

stanotte, alto all’anello, lungo la

strada, affamato, non potrò dormire, ne avrò,

stanotte, da dormire? Se

il pane sa di buono, odore, e manca, se l’amore sa di buono

e manca, rubi alla chiesa l’ostia, al vino l’amore, vapore

ubriaco. […] Sputa l’osso, fuori

manica,

spada tra i

denti, sputa i denti

morsi di […]

Cos’hai da guardare, tu che

passi, cos’hai?

Ho troppi lutti

prima di nascere, abbiamo

troppi lutti, prima di nascere, ancora.

Cosa vuol dire, essere

uomini, cosa vuol dire

esserci? “Cos’hai da guardare?”

“Tutte quelle creature”

[…]

[…] tu che passi […] cos’hai?

 

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23 thoughts on “Cos’hai

    1. “le ossa scrivono trasparenze”: due, tre giorni fa, avevo appuntato su una striscetta di carta quest’immagine dopo aver osservato tale cosa sul mio sterno. Un’osservazione che credo sia legata al fatto che una splendida bambina sia un giorno voluta venire in braccio a prima conoscenza notando in me proprio le ossa, forse associandole alle ossa della sua mamma. Non c’entra con la frase appuntata in senso diretto, non c’entra, ma credo quel gesto mi abbia portato a osservare le ossa in un certo modo.
      E niente… due giorni lì quell’appunto e niente… e oggi sentivo un vuoto di parola in me. Poi ho ricordato che avevo quell’appunto. Ma non avrei pensato di scrivere quello che ho scritto, non avevo previsto si aprissero quelle connessioni

      insomma: questa la genesi del tutto

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                    1. io boccheggio qua nel sudore perché ho deciso di partire quando tutti torneranno, ah ah
                      ‘int ‘a pace
                      mi fa piacere che parti per il mare
                      cerca di rilassarti e ogni tanto mandaci qualche verso di viaggio, magari
                      ciaoooo

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                    2. ah, vai a Ischia?
                      anche se credo faccia troppo caldo e sia troppo affollata di turisti in questo momento dell’anno.
                      quando ci sono stata io per la scuola era il clima e lo spazio ideale, almeno nella mia prospettiva
                      Io penso a Linosa, invece, ma non ora. Ho prima da fare una serie di cose a Napoli

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  1. Un pezzo davvero grandioso! Mi piace molto l’analogia del bordo del corpo, con i litorali della costa: il limite della terra…
    Cosa vuol dire “esserci” eh? Una grande fonte ci dice che l’esserci è l’uomo, quell’ente la cui peculiarità è quella di comprendersi a partire dal suo essere, un ente che è gettato in un mondo, e davvero, ha già troppi lutti, morte della sua tonalità, di quelle sue note o corde che nel momento storico in cui giace, o nel luogo in cui è piantato non possono vibrare… L’esserci… Il ci rappresenterebbe proprio la sua struttura fondamentale: la comprensione, comprendersi nella propria tonalità, nella propria proiezione e dejezione… E il compito finale: comprendere l’essere senza riferimento all’ente. Come una radura, in cui c’è la luce, ma ciò che l’ha permessa si è già ritratto. L’evento, noi…
    E qui, credo, nelle pieghe delle parola, nelle immagini tratteggiate e strappate ad un sacro palcoscenico per illuminarle d’arte, l’essere fa capolino è sempre si sottrae. Ma solo la poesia ed il pensiero autentico ci possono portare a questo!
    Buona serata Dora! Staresti bene nel novero dei primi filosofi, come Eraclito e Parmenide! 😊

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  2. “ho certe notti di guerra

    sui litorali profilati del corpo, taglio

    misure su misure, conto i passi alle mie

    spalle, ossequiosa alle

    ombre dei morti, e dei vivi,”

    “Cosa vuol dire, essere

    uomini, cosa vuol dire

    esserci? “Cos’hai da guardare?”

    “Tutte quelle creature”

    […]

    […] tu che passi […] cos’hai?”

    Grande brava Dora. (anche minima, sì)
    Sono moto stanca questa notte.
    Poi tu sai che io prima segno i versi in cui io capto i "punti" del Canto.
    Poi scrivo ancora…

    Spero tu stia riposando bene, con tanti colori lievi, ali delle farfalle diurne che ti piacciono tanto…

    Ci troviamo presto, cara
    :*
    gb

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