Violetta poesia

[…] hai coltivato, poesia, anima del mio corpo,

sviscerato ogni canto, messo a labbra, teso

nerbo, plesso d’i sole

curvando le

costole

a monte, vibrato,

sovresposte, lirico – io –

nella bocca in/sorgente

ruscello tra i

rami di dita scri/venti

fiotti – nocch’ieri –

a mare caldo, cinguettio, versato

lungo strade, per/correnti, viole, violette

fiorite a(p)punti, di pelle, olivastre

voglie, sfrondate a vista, o a copula

di verbi

“potrei?” in condizionali stanze dell’ è(s),

“ricorda, ricordati, ricordami

di me” […] E venne marzo, sorella

fui, ricordo, sono

violette […]

 

 

(con un ricordo di violette.. non avevo ancora compiuto 3 anni)

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3 thoughts on “Violetta poesia

  1. Che dirti? A parte la felicità di leggerti (il viaggio nel buio con la tua amante bianca ti portò oltre il tunnell credo) vedo e sento che hai affrontato piena di forze la scrittura: la blandisci, la prendi per il bavero, la conduci nei meandri del tuo io interiore, sino alla memoria olfattiva dei tuoi primi anni…lascia che sia Dora…tutto è bellezza (anche la crisi pura che denunci nel post/comunicato)…la bellezza non va confinata nell’autoriflessione, lascia che prenda aria, che respiri tra la gente. E’ suo e tuo diritto.

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