comunicazione su “Erospea”

ci sono tanti problemi, drammi, su questa Terra. Forse anche altrove e non lo sappiamo. Forse nulla esiste, forse più di quanto crediamo.

e può sembrare strano, piccolo, il fatto che si possa provare dolore, lacerante dolore, scusatemi, per la scrittura, con cui sto confliggendo, al di là di quello che vi appare. Non ingigantisco. E’ così.

Avevo deciso, anche fuori da comunicati, che faranno pur ridere, avevo deciso, dicevo, di sospendere per un periodo, indefinito, le pubblicazioni su “Erospea” (nome del sito e definizione della mia scrittura, in un certo senso). Sospendere le pubblicazioni, ma continuare a editare in modalità visibile solo a me se mi fosse venuto da scrivere. Ed è successo. Pensavo di non scrivere. Maledettamente accade.

Perché sospendere le pubblicazioni? Bisogno di un silenzio, particolarissimo, per la stessa scrittura, perché lei fa e io sembro non fare, anche se faccio, ed è difficile questa cosa, accettare che la scrittura abbia più esistenza di me. Ed è una cosa che non so spiegarmi.

E qui mi fermo.

Stasera per strada ho trovato un momento di silenzio. D’oscurità. E’ pericoloso, lo so, ma amo camminare al buio con l’Amante Bianca, a fari spenti, affidandomi alle luci della strada. Non si sono accese, non so perché. So che mi è servito a ritrovare quel silenzio che avevo perduto.

E ho deciso che editerò. Ma vi chiedo come lettori solo un piccolo sforzo in pazienza se qualche volta non me la sentirò, non sempre, di spiegarvi in commento la scrittura. Ho una difficoltà in questo momento. Sono felice quando mi commentate. E’ una ricchezza per me. E’ preziosissimo. Ma non riesco in questo momento a sentirmi comunicativa intorno alla scrittura per quel conflitto che vi ho appena accennato.

Vi ringrazio se avete avuto la pazienza di arrivare fino alla fine di questo anche ridicolo comunicato. E’ un’esposizione minima di ciò che potrei dire di come sto vivendo la scrittura. Ma passatemi per buono tutto il silenzio se ce ne sarà o se sarò io a sentirlo o a chiederlo in qualche momento. Il silenzio rispetto alla ricerca di significati. Non mi so spiegare. Spero qualcosa arrivi di questo mio pensiero.

 

 

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22 thoughts on “comunicazione su “Erospea”

    1. si, forse questo mi sono detta. Proprio perché così esposta la scrittura non è solo un fatto personale e può farci riflettere insieme e può farsi una forza rispetto agli eventi d’ogni giorno e… Se fossimo un minimo ‘portatori di bellezza’, già sarebbe un qualcosa. Magari il senso è questo, anche. Tra uno sguardo critico e un bisogno di preservare la vita
      grazie del passaggio, Clipax 🙂

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  1. Penso di comprendere questo tuo bisogno di silenzio: capita, quando si sente pulsare nelle vene qualcosa che chiede soltanto silenzio, per potersi manifestare. E ciò non può essere altro che Poesia…
    E che dunque sia…
    Un saluto ed un fiore…

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    1. si alla fine torniamo al fatto che ci si rovescia come guanti, pare che si perda la corazza, che la scrittura diventi anche più di noi, l’intimo sovraesposto a volte, e si vorrebbe tirare un urlo, poi tacere, e poi si riprende a scrivere. Non lo so. E’ straziante a volte, e pare banale a dirsi, quasi irrilevante per tanti, ma è così.
      Grazie…
      Un saluto di cuore
      bella serata, Silviatico

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      1. Credo che l’amore per la scrittura possa portare all’esaurimento. Un tempo si scriveva, ma senza relazionarsi così fortemente con i lettori. Oggi si scrive ed è anche esaltante potere stabilire un filo diretto con il lettore. Però, come segnali: ci si sente rivoltati come guanti. Posso dirti che anch’io sento spesso questa sensazione. L’unica cosa che mi dà forza è proprio la scrittura e la necessità impellente di crescita che rende meno doloroso il resto……..
        Un serata delle migliori a te…

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    1. notte mia cara
      te ne parlai. forse parlarne scioglie, ci scioglie… e riannoda alla parola, o al verbo, al silenzio stesso che cercavamo senza trovarlo
      vedremo come andrà
      intanto siamo, eccoci
      stavo per andare a letto
      non dormirò già, ma sono ko con gli occhi
      un sorriso splendido per te, che si dispieghi come il più bel origami che tu possa sognare
      abbraccio
      grazie…
      d.

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      1. oh, grazie, Dora. grazie di cuore.

        ho un tale bisogno, un bisogno più che forte, questa notte di sognare un bellissimo origami…
        vedi… tu lo hai sentito.
        e me lo hai augurato.
        il silenzio ha parlato tra te e me.
        ora io ti ho detto del mio stato d’animo di questa notte proprio per farti cogliere tutte le onde che si rincorrono… che ci bagnano… che si insinuano nelle pieghe dei nostri corpi… che canno e vengono…

        chiudi dolcemente i tuoi occhi stanchi in sogni splendidi
        ti voglio bene
        a.

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