Ingoia il fuoco, sputa

[…] nella gola il fuoco

dei falò d’estate […]

slacciarsi, allentare la morsa, a deliri

d’intensità,

vibrati, sussultati, evaporati a pelle,

orogenesi dei sensi, fra le

incrostate stagioni

dilavate a profezie d’assoluto

di fronte

l’aureo placcato al

carnato d’un cielo, imperituro

nei suoi cicli d’avvenire, il

sangue mestruo, parietario

incollato a occhi intimi, nei

ritorni fuori tempo (mimetizzando

perennità di nascite, l’eterno rinato) a macchie

smunte come albe memoriali

al primo orgasmo mancato

alla deflorazione d’amore,

ancora: vergine, oggi: ancora […]

luce, ingoia il fuoco, dei

falò d’estate, il mare

rosso, fluttuazioni ossimore, di blu

cobalto

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