Dialogo “1”

Elle est retrouvée!
– Quoi?  – l’Éternité.
C’est la mer mêlée
Au soleil.
(Arthur Rimbaud, Une Saison en enfer)

 

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…………………………………………………………………………………………………………………..

“Canto ebbra: di vita senza sogni

Il mistero è qui: filo d’erba non

suonato in campi recisi”

 

“Queste linee,

fra le tue mani, leggo linee,

fra le mie mani, mi rinasci

fiore, mi rinasci”

 

“Ho coperto il tuo corpo

di petali rossi, una pelle

non mia, scivolai, sul tuo corpo

di petali rossi, bocca”

 

“La tua pelle, sentivo, altra pelle

chiamai”

 

“Erano solo petali,

un mosto d’odori

velenosi. Altra pelle

chiamasti: salvezza”

 

“Hai una lingua,

mi ferisce”

 

“Velluto stride

sui punti duri,

mai destinarti

fra le mani”

 

“Le tue mani,

a pugni

stretti…”

 

“Non combatto la libertà,

aprii le palme, rase sul rosso,

sanguineo, pregno d’umori, scorsi,

di noi”

 

“Mi rinasci ventre, sola:

tutti i richiami d’altrove”

 

“Canto ebbra: di vita senza sogni

Una lusinga la tua che non capisco”

 

“Hai impermanenze di volto,

io l’ho capito, da come miri

la mia nudità.

Mi prometto ogni giorno al richiamo

più forte. Tu hai la chiave d’enigma di

questa

mia libertà.

Mai t’amerò per questo

dove posseggo,

ma t’amerò per questo

senza conoscerti, un giorno, mai”

 

“Quel giorno passò, ci resta

un sempre, e il ciglio umido

di battello

 

Clandestina m’imbarco

su rotte non mie

scateno venti ribelli

alle altrui prigioni”

 

“Hai la forza che vorrei”

 

“Tua la forza

che vorresti”

 

“Devo andare, adesso”

 

“Io restai, domani,

ma non voltarti […]”

 

“Arriverò”

 

“Ti sentirò arrivare.

Ho le mani sugli occhi”

 

“E canteremo ebbri

di vite senza sogni…”

 

“Canto

 

Lucida”

…………………………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………………….

 

 (non me ne voglia il poeta citato; non vanto nessi; per me ha un senso il richiamo a misura di ricerca…
Un appunto per i lettori: tutto quello che scrivo lo vivo, ma non tutto quello che scrivo è ciò che vivo)

 

 

 

 

 

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13 thoughts on “Dialogo “1”

  1. distanze inavvicinabili , voci che provengono da un cosmo sconosciuto…eteree figure di carne…le canti le possiedi…poi vanno via gli importuni fantasmi che ti attraversano…ti son cari, ma poi cantandoli li lasci all’oblio.

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    1. sai, non m’arrivano come importuni, e fantasmi nel senso di quei canti che dici, si, nel senso di una carne diversa dalla mia, perché la scrittura è carne, ma ha una sua materia altra rispetto ai corpi, o materia della mente, non lo sapremo mai. Avverto non tanto immagini visive in questi scritti, tranne alcune forti, ma come un dirsi, non lo so. Non mi so esprimere. Lascio alla scrittura che a suo modo è memoria, anche lì diversa da noi, perciò, forse, la chiamiamo oblio? ci devo pensare
      grazie di tutti questi spunti
      buona domenica, Franz

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  2. “Ti sentirò arrivare.

    Ho le mani sugli occhi”

    “E canteremo ebbri

    di vite senza sogni…” ❤

    e bella è la tua fotografia, sì.

    gb

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    1. sai che mi succede ogni volta che leggo le mie righe tra le tue? dimentico che sono parole scritte da me e divento anch’io lettrice… Interessante questa cosa… si si… curiosa…
      si, la foto è un po’ modificata. L’originale era anche più inquietante nei colori, ma la vidi così per l’articolo…
      Notte cara
      spero tu riposi bene, lucidamente ebbra di magnifici sogni

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