M’è morta, la poesia fra le mani, senza bianco

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“Mi telefonano”

“Chi fu?”

“Mi telefonano.

Non è finita.”

“Non finisce, lo sapevi”

“Mi telefonano.

Non è finita. Vieni.”

“Dovevi.”

“Non dovevo.

Non sapevo. Come

sapere?”

“Conosci te stesso.”

“Mai l’uomo. O

fingo, per non conoscere

fine.”

“Guardami, ridi, passerà.”

“Non passerà.

E’ già passato.

E’ il mio cadavere, la mia carogna, quello che vedi.

Solo per oggi.

E’ il mio cadavere. Non passerà.”

“Andremo via. Vedrai.”

“Non voglio andare. Ho da piangere

su questa terra. M’è morta

la poesia tra le mani

senza bianco”

“Sento

ancora

un’eco”

“Senti. Non vedi:

ho pupilla, obbediente, fissa, bestia nera,

il vuoto

accecami.”

“Sento

ancora

un’eco

Lo sento

Ti

sento”

“No, o, oh…

m’è morta

la poesia

fra le

mani,

vederla

non voglio

morire

sul bianco

 

Scrittura

m’è morta, tra verba

no mie”

“Sono i limiti della tua interpretazione”

“Quanta ragione.

Erano mani: le mie

scrivane,

puttana a contratto

senza piacere”

“Sento un’eco.

Liberi la voce

il morto orale”

“Quattro mesi, vivo nel vetre,

ma quella mano

assuefatta, ridente,

morta”

“Di chi parli?”

“Mai figli in me

consacrerò

a questa terra

d’oltraggi ignavi”

“Di chi

parli?”

“Quattro mesi, vivente, ma

quella mano, madre, assuefatta.

Mai figli in me

consacrerò a questa terra

luce. Oh luce, luce, del giorno…

accecami, perch’io non creda

ai miei occhi: solo fumi

di cadaveri poeti”

“…Quattro mesi, vivente, …

parla!”

“benedetta, sia Benedetta,

su questa terra, Bianca ….”

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In calce:

22 giugno 2016

Oggi è un giorno faticoso, molto faticoso, per me.

sono iniziati gli: Esami di Stato

ho fatto la mia prima prova. ho scritto.

non so dire se non come l’ho detto quello che ho provato e provo e…

vorrei dire a tutti gli alunni, a tutte le docenti, e a certi bimbi, tutti i bimbi, che stanno per nascere, vorrei dire di non accettare quello che ho fatto io, quello che hanno fatto certe loro madri, certi loro padri, quello che si continua a fare in questo paese, ciò che continua a fare l’umano come se non fosse nulla grave, nulla, nulla, davvero irresponsabile, sono futili passaggi, futili azioni, vero? No no no… Scusate. Volevo sospendere le pubblicazioni per oggi, dispensare anche dai manifesti, ma mi resta questa forza: non so fare a meno di scrivere, e se non scrivo so che… Volevo dire a tutti gli alunni che hanno parole da dire, parole da scrivere, che non aspettano, che non accettano le cosiddette vie facili, volevo dire alle madri e ai padri che concepiscono con amore i propri figli, volevo dire anche a quelle madri e quei padri che hanno perso l’amore o mai l’hanno avuto, voglio dire a chi non crede che ci si adatti senza perdite, voglio dire a chi non crede che sia la sola strada acconsentire a come vanno le cose, ma dove vanno le cose, come vanno le cose, chi fa andare le cose, siamo davvero così impotenti? Scusate. Ho scagliato la prima pietra e non c’è espiazione. Passerà, perché farò passare, questo mio cadavere, d’oggi, a rinascenze senza rimandi

Mi restano le mani spaccate, gelate, per quelle scritte senz’amore per me stessa, una strana compassione per altri da me, complicità senz’amore, stamani.

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8 thoughts on “M’è morta, la poesia fra le mani, senza bianco

    1. mi fregarono con una telefonata ad enigma che sottovalutai, e stamattina, quel ch’è rimasto del fegato l’ho dato in pasto ai gabbiani perché, sprigionatami, mi tornasse tra le mani augurio di volo…
      si… passerà… è già passato… salutai e sorrise, capii: è già domani…

      abbraccio, mia limpida creatura

      Notte bella per te!

      Liked by 1 persona

    1. dobbiamo lottare con l’onestà di quel che sentiamo e con quel modo vero di vivere di cui non possiamo fare a meno!

      alcuni tuoi commenti, me ne duole, ma erano finiti in spam e li ho recuperati solo adesso

      cerco di rispondere

      grazie…

      Mi piace

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