Ci rovesciammo

[…] ci rovesciammo nella stanchezza del giorno,

ti ho parlato dei mie sogni; e di certi miraggi

che mi conducono al chiaroscuro delle notti

filature luminose, tra persiane stese a pudore e

a difesa di gelo; calò un’atmosfera, ci rovesciammo

fino alle viscere. Ci siamo rovesciati

fino alle viscere, hai visto una luce, sola,

fra le mie divaricazioni d’essenza, tra i

profumi delle mie profondità, la spuma

dal mare, dove ridemmo il giorno e ci cuocemmo

al sole pasti da cenare, a mani nude, siamo nudi,

hai visto una luce, cieca, Animale, tra le mie profondità,

un profumo selvatico, la rotta dei sensi, hai percorso

la strada, la dura salita, boccheggianti, la terra è soda,

dissodata,

la sosta è tenera, il fiore un seme muto, riposi,

bacio la tua ombra con/fusa alla mia ombra,

alba di natiche, impronte di mani, nude di

mani, resti.

So la gravità umana, e il calore che fa

premersi al cuore della terra, mi premi

al cuore della terra, al tuo cuore, al tuo

sangue d’acque e respiro; ho un magma bianco

per ogni battito nascosto nella curva estuaria,

mi piovi mare, mi piovi amore, mi piovi […]

stelle […]

…………………………………………………………..

…………………………………………………………..

Ho un sole in bocca, stamani, ingoio orizzonti di

verbo, via da fatati miraggi, ho un fiore in bocca,

rimani, le tue radici, rimani, nomade, – in canto –

tra le pieghe del corpo

……………………………………………………………

……………………………………………………………

 

 

 

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12 thoughts on “Ci rovesciammo

  1. Solitamente c’è linearità di linguaggio nelle tue “composizioni?”. Certe altre volte debordi. Vai per tentativi. In questa maniera stai costruendo una poetica tutta tua. Mi piace

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    1. si, comprendo quel che dici, ne sono consapevole. E’ come non mi si incollasse addosso un vestito stilistico, come lavorarci a pelle tra membrane e strati diversi, anche apparentemente differenti. Potrei raccontarti con estrema lucidità come si genera ogni scritto, e indicare delle costanti più tra parole e sensazioni, che nella logica. Ci sono delle ricorrenze, che però hanno ragion d’essere e significazione non univoca… Non credo troverò mai pace, tranne la quiete di alcuni scritti che, raramente, vengono in un modo e non sento più di mutarli. Il resto è inquietudine del cristallino… inquietudine vibrata a pelle… inquietudine degli organi… del suono… di come metti la punteggiatura… di come va una parola e cerca l’altra o la rifiuta… di come va il silenzio o la sosta.. l’attraccare e il debordo…
      in questo senso mi sento sempre di dire che ciò che scrivo è scrittura ‘minima’… anche quando esonda o rimbomba, fa troppo rumore. C’è un comporre, certo che c’è un organizzare…, quanto articolante o disarticolante è sempre una scoperta che non trova il progetto se non in un andare “a tatto” come dico io.
      fossi ‘poeta’ forse dovrei farmi molti problemi, ma.. poi… non sono. Mi sento una creatura e va bene così…

      grazie per la tua riflessione
      mi è importante

      spero di ringraziarti in questo mio spazio quanto prima anche per l’inserimento nella tua Antologia, oltre al fatto di segnalarla nel mio spazio, certo!

      buona serata, Natale
      a presto

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  2. lungo i tuoi bordi si disegnano immagini fulminanti di un andirivieni di memorie e di visioni…capisco quanto sia dura governare i tuoi bagliori, qui, credo li hai governati sapiente gestendo l’impulso nelle sonorità giuste…anch’io ebbi memorie di mare, stasera…bizzarro… ciao

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    1. non ho avuto ancora modo di leggerti che sono rientrata da poco e devo scappare a cena
      a me il mare va e viene sempre e in modo diversi, sia quiete o burrasca o non so
      dopo ti leggo, si
      buona cena anche a te, franz, se ancora non hai cenato, ovviamente 🙂

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  3. la spuma/ dal mare, dove ridemmo il giorno e ci cuocemmo/ al sole pasti da cenare, a mani nude, siamo nudi/ ❤

    Resto in silenzio. C'è la musica del mare che va e che viene…

    Dora cara, il passato il presente, il futuro e le lo loro onde che si intrecciano…

    gb

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      1. quanto ha l’attimo in sé, sì, nella sua immensità
        c’è dell’altro…
        ora è in me, ma non riesco a scriverlo. arriverà nelle parole prima o poi.

        notte di spuma di mare, cara
        a 🙂

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