Un anno di “Erospea”

“Quando natura avrà fatto il suo corso

gettate le mie spoglie a mare

abbiano la sepoltura che sogno, la realtà,

nutrano la terra sommersa

per  l’unica religione che conosco.

Se ci saranno lacrime

piovano lì, sul mio bacino più fondo,

se ci saranno grida

siano lì, nelle gole di rapaci in volo,

l’unico canto che conosco,

sul mio bacino più fondo, dove

pulsa il cuore

del mio amore, per voi.

L’unico

amore che conosco

senza soggetto, né oggetto,

solo onde [  ]

E’ trascorso un anno da quando ho aperto questo spazio. Avrei parole, tante, diverse, per dire grazie ad ognuno. Vorrei dirvi grazie. Vorrei che ogni mio “grazie” arrivasse unico, alla vostra unicità. Vorrei in un solo abbraccio soffiare il silenzio bellissimo, colmo di voci, le vostre voci, che posso sentire adesso. Vorrei non ci fosse spiegazione per questo. E non lascerò spiegazione. Solo un canto con cui ieri notte ho trovato un po’ di pace. Qualcosa che sento di me. Eccomi.

Aprirò a giorni una sezione “reblog” perché voglio che siate, qui, viaggio e permanenza. Vi dirò…

Un abbraccio, quell’abbraccio…

Dora

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36 thoughts on “Un anno di “Erospea”

    1. per te aprirei tutte le rubriche immaginabili e inimmaginabili, ma una su tutte: L’umorismo secondo Giorgio!
      Non c’è bisogno del bignamino, fidati, cogli sempre quel filo d’erba che suona in un modo specialissimo che mi rende preziosi i nostri scambi di commenti
      Notte di sogni bellissimi per te!

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        1. qui sembra sereno, dopo un piccolo cenno ‘nziste di stamattina… A me la pioggia piace ché nacqui col diluvio e di sera, ma… che non sia tutto il giorno!
          Beh… ti godrai questi fuochi d’artificio naturale!

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    1. Grazie Giuseppe
      di solito non mi soffermo su datazioni, ma l’ho sentito come un momento di autoriflessione e mi ha fatto piacere comunicare la mia gratitudine a voi lettori che siete partecipi di questo scrivere quotidiano
      notte buona per te

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  1. è n’anno, nce pienze che è n’anno…chissà perché mi risuonano questi versi di un’antica canzone della nostra terra…seguirti e inseguirti tra i tuoi versi è stato e sarà un viaggio d’emozioni, un viaggio di suoni un vagare alla ricerca della bellezza che pure, nei versi più oscuri, trapela prepotente come ingenuo primo zampillo di vita…ecco l’innocenza bambina che conosce i lemmi degli iniziati, dell’orfismo naturale dell’immersione , in fondo nel tuo amato mare…che i gabbiani accompagnino con le loro strida i tuoi voli di vita.

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    1. vedi, in questo tempo, io scrivendo so solo che mi trasformerò prima o poi in un albero, un vecchio albero, tanto scalfito, ma tanto vivo, e sarò pace, finalmente sarò pace, palo di una barca che galleggia e si fa portare senza meta, perché cos’è la meta? solo un illusione che fa bene ai bambini, quando erano bambini, mentre diventa spesso un muro per gli adulti
      buona notte, franz
      torno a scrivere
      grazie infinite per le tue belle parole

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    2. “è n’anno, nce pienze che è n’anno”
      n’anno… di voli con te-con me-con tutti gli altri che sono qui da te, Dora. ❤
      grazie ancora.
      a.

      e ringrazio anche Franz per le sue citazioni in napoletano e per quello che mi giunge dai suoi commenti
      gb

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  2. “L’unico
    amore che conosco
    senza soggetto, né oggetto,
    solo onde, tra noi””

    Oh, Dora cara cara
    Un anno…
    E meraviglia si aggiungerà a meraviglia.
    Grazie. E auguri veri.

    Quell’abbraccio – proprio quello – con grande energia buona ❤

    "Chi tene ‘o mare"…
    Eccoti, Dora, sì.

    gb 🙂

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      1. Per me il tuo canto e il canto di Pino Daniele hanno in comune qualcosa che ti appartiene.
        Ecco perché entrambi ti rappresentano.

        Buona serata, Dora bella
        a 🙂
        Un abbraccio

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          1. sì, Dora, qualcosa che ti traversa, qualcosa che è un’appartenenza danzante, sì.
            ecco, questo ho sentito dall’inizio leggendoti.
            grazie.

            e ripeto ora un saluto già usato da me sopra (che si riallaccia a quello tuo)
            Quell’abbraccio – proprio quello – con grande energia buona❤

            notte dolce, cara D bella
            a. 🙂

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    1. l’ho raccontato una volta, tra gli scritti, ma mi riesce difficile adesso recuperarli tra i tanti articoli quei passi. No, per molto tempo, superata l’infanzia, m’è anche capitato di tenermi a un certa distanza dal mare. E molti anni fa era mio fratello ad ascoltare Pino, non io. Ma sono emergenze tra le pieghe della nostra esistenza. La canzone: non tanto la canzone, ma proprio quella versione.
      Grazie dello spunto che mi hai dato per rifletterci
      ciao

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