Lenzuola

[…] qui facciamo la stesa

e son panni sporchi […]

la madre trovò il bambino

sfasciato nel cortile;

tu dov’eri quella notte

a mezzogiorno, tu dov’eri?

Le sacre sindone si cancellano

a piscio di cane. Che te ne fai

d’un poeta che scrive sui muri,

che te ne fai della pietà dei muti

appaltati a parole di contrabbando?

Qui facciamo la stesa

sui panni sporchi […]

il bambino

sfasciato

mostrava peli sul pube […]

Dio aveva la barba

in questi e altri tempi […]

che te ne fai della pietà dei nudi?

Sono solo un poeta e

ho tatuato

il tuo nome

sui muri, dove si fa la stesa

per non dimenticare

tutti i comandamenti

alla luce del sole

[…] Laviamoci i piedi, vieni,

prima di mangiare, laviamoci i piedi […]

 

 

 

 

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25 thoughts on “Lenzuola

  1. mi hai fatto ricordare un passo dello splendido vangelo di Giovanni, dove la lavanda dei piedi e narrata come un rituale di umiltà sublime….spesso mezzogiorno si fa notte e coi panni sporchi ormai ci laviamo le terga…in questo buio diurno…bella potente, civile.

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    1. mi fa paura la convivenza con tutto questo. Il fatto che.. non dico ci si abitui, ma…
      sono molto stanca e m’è difficile esprimermi oltre l’articolo

      qui è una lotta continua, mentre guardiamo oltre, qua è una lotta e contiamo le vittime, siano vittime o meno

      Spero passi una buona notte e riposante, Franz

      si, lavare i piedi è un gesto che ha un senso molto preciso e bellissimo, anche se non sei religioso in senso stretto. Andavo con la memoria ai vangeli, ovviamente nel mio modo

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    1. tesoro mio, si, la vita comprende tante cose e azioni che non vorremmo, e c’è da lottare. Siamo pugili che difendono la bellezza d’un corpo vivo
      Un abbraccio forte forte, mia dolce
      passerò con più calma anche nel tuo spazio
      passa un sabato bello, si!

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  2. Che potenza nei tuoi versi.
    Sono stanca di lottare continuamente e non intravedo luce.
    Oh, il gesto del lavare i piedi…
    Notte dolce, cara
    a:-)

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      1. grazie a te per quello che scrivi e per come riesci a smuovere chi ti legge.
        “Sensibilizzare sarebbe già importante, se poi inutile non so.”
        tu scrivi in un commento.
        e anche io nutro gli stessi tuoi dubbi. forse inutile, non so.
        non può essere dannoso però sensibilizzare.
        non restiamo immobili. ecco questo mi terrorizza. muoviamoci con impegno.

        qui c’è una notte umida.
        vorrei essere in una barca ancorata in una baia con la musica del vento e del mare, le vele a riposare.
        ti auguro una notte di sogni belli, mia cara Dora
        e grazie sempre a te per quello che trovo in questo tuo blog
        ti abbraccio
        a

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          1. oh sì, il posticino più delizioso per te nel mio vascelletto
            abbiamo gettato l’ancora tra due grandissimi scogli
            che meraviglia!
            notte di mare di vento di stelle, cara Dora
            a 🙂
            possiamo anche danzare un pochino prima di dormire e poi tuffarci in mare (è caldo il mare, sì)

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  3. eh, tesoro mio, il problema uno si rende conto che non è Napoli, o Milano, o il capo estremo, qualunque capo estremo del mondo. Non è tutto immobile, ma… Sono diverse le situazioni, perché il mondo è uno, ma come noi siamo diversi, anche terre e problematiche si organizzano diversamente. Certo… che sia tutto un circolare, può sembrare banalissimo, ma una barba a ‘talebano’ così detta da queste parti, ti fa capire come certe origini delle cose e delle parole e dei corpi, anche, vengano poi deoriginalizzate per diventare il negativo di ogni forza d’azione liberatrice, se pur ci fosse un tale principio all’origine, non solo in un luogo, ma anche in un altro lontano, diciamo, e ne viene la prigionia autocondotta del male che passa da un entità a un’altra con ulteriore ammarcimento delle radici buone della terra. Non so se mi spiego. Ecco, tu dici, perché non spiego… forse è il mio limite e quello della mia scrittura: in lei non so spiegarmi mai totalmente, solo lanciare traiettorie, e al di fuori di lei mi spiego ancor meno. E’ come tenere passaggi di cose ed eventi negli occhi e non riuscire o non volere organizzare ciò che vedo o sogno, anche, anche quello. Di qui le tante domande che a volte mi faccio sulla scrittura stessa
    Non rileggo, bella. Ti riauguro una giornata serena. Grazie per come pensi e per come dici, sempre. Per me è molto importante questo confronto quando avviene, sai?

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